BenvenutoBrunello 2015: Carlo Petrini raccomanda umilità

Silvio Franceschelli è il sindaco di Montalcino. Simpatico. Determinato. Diretto. In gamba.

Silvio Franceschelli, sindaco Montalcino

Silvio Franceschelli, sindaco Montalcino

«Voi produttori siete l’orgoglio di questa città», ha detto alle donne e agli uomini del vino che hanno affollato il magnifico complesso di Sant’Agostino, in occasione del Benvenuto Brunello 2015, andato in onda dal 20 al 22 febbraio scorso. «Nel 2014 abbiamo registrato a Montalcino un incremento delle presenze alberghiere del 20%: un risultato importante per il quale grande merito va alla denominazione che porta in giro per il pianeta il nostro territorio».

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Carlo Petrini, fondatore di Slow food e Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino

Va da sé che la splendida annata 2010, destinata a diventare una di quelle memorabili nella storia del Brunello, come ha sottolineato con orgoglio il presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci,   porterà sicuramente nuova linfa al mulino di Montalcino.

Che, dal canto suo, era ora!,  ha deciso di destinare al suo grande vino una sede alla sua altezza. Basta con tensostrutture e luoghi arrangiati.  Gli spazi straordinari del complesso di sant’Agostino, recuperati grazie alla decisiva cooperazione fra pubblico e privato, con il forte impegno del Comune di Montalcino, della Curia e della Fondazione Bertarelli, regalano infatti alla città un cuore pulsante di immenso valore artistico e culturale  che presto ospiterà anche gli uffici del Consorzio  (a sua volta impegnato a sostenere il recupero) , oltre a diventare, con il contributo e lo spirito di iniziativa degli uomini di buona volontà, centro di aggregazione importante di tutta la comunità.  Almeno sulla carta.

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La piastrella celebrativa della vendemmia 2014 firmata da Carlo Petrini

E’ inutile far finta di nulla. Quella di Montalcino è una comunità complessa, difficile, polemica, sempre divisa. Evidentemente inconsapevole della fortuna, che Carlo Petrini, fondatore di Slow food e immenso paladino del buono, sano e giusto, ha pensato bene di sbatterle  sul muso. «Grazie ad amministratori lungimiranti Montalcino ha saputo mantenere nel tempo la sua civiltà contadina, la difesa della terra e dei suoi prodotti», ha scandito l’inossidabile Carlin, autore della piastrella celebrativa dedicata all’ultima difficile vendemmia 2014.  «Una vendemmia a 3 stelle in cui solo i più bravi sapranno fare vino buono».

Petrini, langarolo doc, è arrivato a Montalcino e BenvenutoBrunello ha cambiato passo.

Ha scherzato con «voi toscani» colpevoli di aver dato il privilegio di disegnare la piastrella  commemorativa «prima ad Oscar Farinetti e poi a me».  Ha ricordato come proprio in questa terra, nel lontano 1982, ha avuto la genesi quel movimento e quell’idea di Slow food che allora capirono in pochi e che oggi è presente in 175 paesi del mondo. Ha detto e ribadito che proprio il vino ha portato in questo territorio coesione sociale e una ricchezza che un tempo non c’era.

Ma attenzione: il vino va maneggiato con cura, con rispetto, con umiltà, senza scordare coloro che hanno fatto grande questo prodotto  italiano.  Di più: «Non dimenticate mai che l’elemento distintivo di un degustatore è l’umiltà», ha scandito Petrini. Guai alla saccenza!   «Prendetela tutti più bassa, come si dice nelle Langhe, perché questa è la caratteristica peculiare della civiltà contadina». Finito? Macchè. Petrini va giù duro. «Oggi il vino è nel gotha dell’immaginario collettivo, mentre l’agricoltura è con il culo per terra e non va bene!». «Non siamo venuti al mondo per bere vino, ma per mangiare pane e verdure, bere latte che oggi si paga ai produttori 20 centesimi al litro: una vergogna!. Voi produttori siete uomini della terra prima che produttori di vino e la terra va difesa: è giunto il momento di dedicarsi all’agricoltura cambiando i paradigmi, perché la cultura del vino funzionerà solo se reggerà l’agricoltura italiana». Cara Montalcino se ci sei batti un colpo.

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I dati del settore vitivinicolo a Montalcino

Giro d’affari: 168,2 milioni, + 2% rispetto al 2013.

 

Più di 13 milioni  di bottiglie immesse sul mercato nel 2014 (+3,60% rispetto allo scorso anno): 8.400.000 di Brunello (+4%), 4.500.000 di Rosso (+5%), 260.000 di Sant’Antimo e 33.000 di Moscadello.

Export rappresenta il 67,5% dell’intera produzione: USA in testa con oltre il 30% delle esportazioni, seguono Europa al 20% (con UK, Germania e Svizzera in testa) , i mercati asiatici al 15% (Cina, Giappone, Hong Kong ecc.) , il Canada (12%),  il centro e sud America (8%). Il restante 15% è occupato dagli altri mercati.

Enoturismo: rappresenta più di 30 milioni di euro. Nel 2014 sono passati da Montalcino oltre 1 milione di turisti, facendo registrare un + 17,5% sui pernottamenti nelle strutture ricettive e un +16,5% di presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

 

 

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