IWB: voglia di primato

L’obiettivo è dichiarato: Iwb prima società vinicola quotata  a Piazza affari (nel segmento Aim) non ha fatto in tempo a nascere che vuole diventare il più grande gruppo del mercato italiano: ci riuscirà? Stando ai numeri la strada appare ancora lunga: Iwb, ha chiuso il suo primo anno di attività con 140 milioni di fatturato e siamo quindi ancora molto distanti dal mezzo miliardo e più contabilizzato dalle Cantine riunite & Civ. , primo gruppo dell’industria vinicola nazionale.

Simone Strocchi vicepresidente IWB

Simone Strocchi

E’ anche vero però che la società presieduta da Mario Resca  non sta con le mani in mano. E mentre lavora alla terza acquisizione che, a quanto pare, potrebbe riguardare un’impresa con un fatturato di una cinquantina di milioni, può contare sul buon lavoro delle sue controllate Giordano vini che opera principalmente attraverso il canale della vendita a distanza e Provinco Italia.

In particolare proprio la Provinco che lavora esclusivamente all’estero, nella grande distribuzione organizzata, ha appena concluso un interessante accordo di distribuzione dei propri prodotti sul mercato svedese.

L’iniziativa in una piazza particolare come la Svezia, dove solo il monopolio di Stato è autorizzato a vendere alcolici ai privati, passa attraverso il contratto di distribuzione siglato con la società Domaine Wines Sweden AB  e si è già tradotta in un primo  ordine  del valore di  33.600 euro. Oggetto è il Grande Alberone, uno dei vini di punta dell’azienda trentina. Si tratta di un vino rosso da uve Primitivo, Syrah, Teroldego e Cabernet Sauvignon,

già in commercio con successo in Danimarca, che sbarcherà sul mercato svedese a settembre, preceduto da una forte attività di marketing. Stando alle valutazioni del management si tratta di un prodotto dalle grandi potenzialità che dovrebbe determinare un aumento dei ricavi costante e significativo nel prossimo triennio.

Più in generale, con questo accordo di distribuzione Provinco incrementa la propria presenza nel Nord Europa dove Iwb vanta già una presenza di rilievo avendo realizzato nel 2014 ben 80 milioni dei suoi 140 di fatturato complessivo.

Scontata la soddisfazione di Alessandro Mutinelli, l’ad di Provinco che ha creato l’azienda e ha messo a punto l’originale modello di business: «Siamo veramente soddisfatti per questo nuovo contratto di distribuzione, così come dei risultati provenienti dagli altri  mercati esteri e per i riconoscimenti che i nostri prodotti stanno ottenendo in ogni competizione. Proprio sui mercati scandinavi, così come in quelli di lingua tedesca, sono molto attenti sia alla qualità sia al value for money  e il gruppo Iwb ha tutte le credenziali e le potenzialità per soddisfare questa domanda».

E’ anche importante, però, mantenere le promesse. Simone Strocchi, vicepresidente esecutivo di Iwb, ha affermato che il gruppo intende approdare al mercato principale della Borsa italiana in occasione della terza acquisizione. E se è vero che l’operazione è dietro l’angolo…

 

L’obiettivo è dichiarato: Iwb prima società vinicola quotata  a Piazza affari (nel segmento Aim) non ha fatto in tempo a nascere che vuole diventare il più grande gruppo del mercato italiano: ci riuscirà? Stando ai numeri la strada appare ancora lunga: Iwb, ha chiuso il suo primo anno di attività con 140 milioni di fatturato e siamo quindi ancora molto distanti dal mezzo miliardo e più contabilizzato dalle Cantine riunite & Civ. , primo gruppo dell’industria vinicola nazionale.

E’ anche vero però che la società presieduta da Mario Resca  non sta con le mani in mano. E mentre lavora alla terza acquisizione che, a quanto pare, potrebbe riguardare un’impresa con un fatturato di una cinquantina di miliardi, può contare sul buon lavoro delle sue controllate Giordano vini che opera principalmente attraverso il canale della vendita a distanza e Provinco Italia.

In particolare proprio la Provinco che lavora esclusivamente all’estero, nella grande distribuzione organizzata, ha appena concluso un interessante accordo di distribuzione dei propri prodotti sul mercato svedese.

L’iniziativa in una piazza particolare come la Svezia, dove solo il monopolio di Stato è autorizzato a vendere alcolici ai privati, passa attraverso il contratto di distribuzione siglato con la società Domaine Wines Sweden AB  e si è già tradotta in un primo  ordine  del valore di  33.600 euro. Oggetto è il Grande Alberone, uno dei vini di punta dell’azienda trentina. Si tratta di un vino rosso da uve Primitivo, Syrah, Teroldego e Cabernet Sauvignon,

già in commercio con successo in Danimarca, che sbarcherà sul mercato svedese a settembre, preceduto da una forte attività di marketing. Stando alle valutazioni del management si tratta di un prodotto dalle grandi potenzialità che dovrebbe determinare un aumento dei ricavi costante e significativo nel prossimo triennio.

Più in generale, con questo accordo di distribuzione Provinco incrementa la propria presenza nel Nord Europa dove Iwb vanta già una presenza di rilievo avendo realizzato nel 2014 ben 80 milioni dei suoi 140 di fatturato complessivo.

Scontata la soddisfazione di Alessandro Mutinelli, l’ad di Provinco che ha creato l’azienda e ha messo a punto l’originale modello di business: «Siamo veramente soddisfatti per questo nuovo contratto di distribuzione, così come dei risultati provenienti dagli altri  mercati esteri e per i riconoscimenti che i nostri prodotti stanno ottenendo in ogni competizione. Proprio sui mercati scandinavi, così come in quelli di lingua tedesca, sono molto attenti sia alla qualità sia al value for money  e il gruppo Iwb ha tutte le credenziali e le potenzialità per soddisfare questa domanda».

E’ anche importante, però, mantenere le promesse. Simone Strocchi, vicepresidente esecutivo di Iwb, ha affermato che il gruppo intende approdare al mercato principale della Borsa italiana in occasione della terza acquisizione. E se è vero che l’operazione è dietro l’angolo…

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