Montefalco vola con la Pala della Vergine

La meravigliosa Pala della Madonna con la Cintola  in mostra a Montefalco fino al 30 dicembre 2015

La meravigliosa Pala della Madonna con la Cintola
in mostra a Montefalco fino al 30 dicembre 2015

Più 30%: è l’incremento dei visitatori del Complesso museale di San Francesco  a Montefalco, da quando,  il 19 luglio scorso,   la meravigliosa pala della Madonna della Cintola di Benozzo Gozzoli è tornata nella cittadina umbra, dopo 167 anni di lontananza. «E’ la risposta importante e concreta a una magnifica operazione di marketing territoriale», dice Serena Marinella, responsabile del Museo che ospiterà fino al 30 dicembre 2015 l’imperdibile mostra intitolata alla Madonna della Cintola, ricongiunta per l’occasione con il prezioso ciclo di affreschi realizzati nella chiesa Museo di san Francesco dall’artista quattrocentesco di origine fiorentina, innamorato dell’Umbria e di Montefalco in particolare.

 

 

 

Marco Caprai con Donatella Tesei  sindaco di Montefalco

Marco Caprai con Donatella Tesei
sindaco di Montefalco

 

 

Una bella storia

Questa del «ritorno a casa» della pala dell’Assunta, custodita dal 1848 nella Pinacoteca Vaticana, è davvero una bella storia. Che fa onore alla comunità di Montefalco e dimostra, a chi ha voglia di fare, non solo a chiacchiere, che quando le forze valide di un territorio, economiche e sociali,  si impegnano con determinazione riescono a produrre grandi cose. Certo ci vuole il concorso di tutti: a cominciare da un sindaco in gamba, capace di comprendere, muoversi e coinvolgere la sua comunità, come Donatella Tesei.  Ma ancora più servono cittadini, associazioni e imprenditori capaci di cogliere fino in fondo l’importanza della cultura e della valorizzazione del patrimonio artistico del loro territorio, volano di crescita per l’intera comunità. Così è stato a Montefalco. Ed è grazie a una partecipazione corale,  al di là delle istituzioni,  che sono state reperite le risorse necessarie al costoso restauro dell’opera eseguito dalla Pinacoteca Vaticana. In prima fila i produttori vinicoli, perché in pochi altri luoghi in Italia, come a Montefalco, una città è così intimamente legata al suo vino principe, il Sagrantino. «Il Sagrantino è Montefalco e Montefalco è il Sagrantino», conferma Amilcare Pambuffetti, presidente del Consorzio tutela vini Montefalco che ha abbracciato con entusiasmo il progetto assieme ai produttori locali, cofinanziando il restauro della Pala.

Arnaldo Caprai punta di diamante

Punta di diamante di questa comunità illuminata, è senza ombra di dubbio l’azienda Arnaldo Caprai della famiglia Caprai.   Cantina leader nel panorama vitivinicolo italiano, autrice della riscoperta e del rilancio del sagrantino di Montefalco nel mondo e, a cascata, della rinascita dell’intero territorio, Caprai ha nel suo dna i temi della sostenibilità e della salvaguardia del territorio a 360 gradi. Prova ne sono le pratiche innovative in campo agricolo, l’impegno costante nei confronti della ricerca, la conduzione aziendale dinamica e aperta alla sperimentazione, e le tante iniziative finalizzate alla cura del patrimonio culturale italiano anche attraverso un altro braccio della famiglia, il marchio Cruciani (una per tutte: la creazione dei braccialetti Caprai4Love per finanziare iniziative culturali a Montefalco).

Va da sé che una famiglia e un’azienda così ha sposato e  sostenuto con forza il progetto Benozzo Gozzoli.

Marco Caprai, alla guida della grande cantina, sottolinea il senso di questa straordinaria iniziativa: «Questa azione vuole stabilire un principio per cui un bene appartenuto a un territorio, anche se non più nella disponibilità dello stesso, gli rimane intimamente legato. E’ per questo  che la nostra comunità ha deciso di raccogliere i fondi necessari per farlo tornare al suo antico splendore e restituirlo alla comunità mondiale nel massimo della sua bellezza. Sono queste le azioni di cui abbiamo bisogno nel nostro paese per ristabilire quel nesso tra comunità, sviluppo economico e attenzione alle generazioni future; quel legame virtuoso che ha generato lo straordinario valore culturale chiamato Italia che i nostri padri hanno trasmesso a noi e noi dobbiamo trasmettere ai nostri figli». What else?

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