La classifica 2025

PDF articolo – l’economia

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Sono 120 le aziende vitivinicole d’Italia protagoniste della classifica che riunisce le maggiori realtà del mercato nazionale del vino, sulla base dei risultati dell’ultimo esercizio. Rappresentano il nucleo più forte del settore, quello che sostiene i risultati dell’intero comparto anche nelle annate più complesse, come è stato il 2025 e come continua ad essere il 2026. Insieme compongono un campione di peso dell’industria nazionale del vino che rappresenta il 64,3% del giro d’affari totale, pari a 14 miliardi nel 2025, secondo l’Osservatorio dell’Unione italiana vini. Un peso specifico importante anche per l’export (66,8% del totale esportazioni) e per il mercato domestico, dove il campione si aggiudica il 61,2% degli incassi.

La classifica comprende 80 realtà private e 40 cooperative. Insieme hanno registrato un fatturato totale di poco superiore a 9 miliardi (in calo del 1,43% sul 2024), un export di 5,2 miliardi (-1,99%) e 3,8 miliardi in Italia (-0,64%). Tre voci con il segno meno che confermano le difficoltà attraversate nello scorso anno anche dalle aziende più grandi del mercato, ma che risultano comunque meno pesanti rispetto ai numeri dell’intero settore. I dati dell’Osservatorio, dicono che il comparto ha registrato una flessione complessiva del giro d’affari del 3,45%, una perdita del 3,70% nelle esportazioni e del 3,13% sul mercato interno.

Abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno, i vignaioli tirano dritto senza nascondersi le difficoltà. Che ci sono, e, in qualche caso, sono gravissime. Come dimostra la crisi in cui versa il gruppo Zonin 1821, alle prese con il difficilissimo percorso di composizione negoziata presso il Tribunale di Venezia: è uno strumento introdotto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza per risanare imprese in difficoltà temporanea. In questo periodo si rincorrono notizie e ipotesi di vario tipo sulla possibilità-necessità che il gruppo decida la vendita di tutte o parte delle sue sette tenute. Ipotesi che la famiglia Zonin, si è detta pronta, nel caso, a valutare. In particolare appare possibile l’ipotesi che  il Castello d’Albola, il gioiello della corona del gruppo, a Radda in Chianti, nel Chianti classico, possa essere oggetto di una trattativa a parte. Si vedrà. Difficile dire al momento come questa vicenda andrà a finire e se l’ad Maurizio Rossetti riuscirà a riportare a galla l’azienda veneta di Gambellara.

Fino a qui Zonin 1821 è stata sempre presente al vertice della classifica occupato dai 27 brand che vantano un fatturato superiore ai 100 milioni, protagonisti del «club over 100 milioni» messo a fuoco su L’Economia n.14. (Qui il pezzo uscito in occasione del Vinitaly 2026) Uno squadrone con tante aziende inossidabili che confermano e rafforzano le loro posizioni, nuovi ingressi, (quest’anno il gruppo Bottega) e qualche uscita (con i conti 2025 è fuori il gruppo Ruffino). Da soli, questi 27 big, rappresentano un giro d’affari di 5,9 miliardi, vale a dire il 42% del fatturato totale del mercato. Nell’ultimo esercizio tra le 120 aziende in graduatoria, punta di diamante dell’industria nazionale, sono stati molti segni meno davanti al fatturato e anche la marginalità appare in tanti casi intaccata, in maniera più o meno seria. Nel complesso però la tenuta c’è e la sfida oggi è sul 2026 sicuramente più difficile.

Il Rapporto Valoritalia, l’Ente certificatore della gran parte dei vini italiani a denominazione guidato da Giuseppe Liberatore e presieduto da Francesco Liantonio, ha rivelato dati negativi per tutte le tipologie di vini di qualità e un incremento delle giacenze in cantina che tocca il 15%. Vale la pena di riportare un passaggio importante del Rapporto, la dove sottolinea In particolare il Rapporto sottolinea «una fase molto delicata per il vino italiano, che riflette un evidente calo della domanda sui principali mercati internazionali. Infatti, dopo gli anni della crescita post pandemica, gli imbottigliamenti del 2025 hanno subito una contrazione complessiva del 2,1% sul 2024, a cui è seguito un ulteriore calo del 5,4% nei primi cinque mesi del 2026. Tuttavia, i dati mostrano anche andamenti differenziati in base alle diverse tipologie di prodotto e alle dimensioni delle denominazioni di origine. Nel 2025 i vini a maggiore valore aggiunto, DOC e DOCG, hanno registrato una crescita media attorno all’1%; viceversa, gli IGT hanno subito una flessione dell’11%. Sempre nel 2025 è proseguito il trend positivo di spumanti (+1,7%), rosati (+5,7%) e vini bianchi fermi (+6,3%), mentre i vini rossi hanno registrato una contrazione superiore al 13%. I dati confermano inoltre alcune caratteristiche strutturali che incidono direttamente sulle performance della filiera vitivinicola nazionale. Le denominazioni di dimensioni medio-grandi mostrano una maggiore capacità di resistere alle fasi di mercato più complesse, registrando variazioni meno marcate rispetto alla media generale. Al contrario, le micro-denominazioni risultano più esposte alle oscillazioni della domanda».

Preoccupazioni emergono anche dall’Unione italiana vini che mette anche in luce problemi non indifferenti sul fronte export, voce da sempre decisiva per i buoni risultati del mercato. Basti pensare alla difficoltà che si registrano sul mercato americano, prima piazza di sbocco del vino italiano, dove alla fine del primo quadrimestre le vendite hanno registrato un timido +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite pesanti. Questa timidissima ripresa riduce la perdita del primo quadrimestre 2026 che segna comunque un saldo negativo del 15,4% (contro il macroscopico meno 20,5% del primi tre mesi). Nello stesso periodo l’esportazione di vino nell’insieme dei Paesi extra Ue hanno ceduto l’8,5% in valore; recuperando qualche punto rispetto ai risultati del primo trimestre proprio grazie al piccolo risveglio americano.

Insomma se queste sono le prime battute del 2026, anche i più ottimisti non si nascondono un percorso impervio, condizionato da molti fattori imprevedibili a cominciare dalle tensioni internazionali.

Il prodotto vino però ha una sua forza speciale e una sua particolare capacità di resistenza che ne fa un attore primario dell’agroalimentare italiano, capace di sorprendere.

Il fattore cooperativo

Tornando alla classifica, le cooperative pesano per il 41,5% sul giro d’affari complessivo del campione, per il 33,5% sull’export, e per il 52,4% sul fatturato Italia. E’ un mondo che continua a dare prova di vitalità. Come dimostra l’acquisto della Cantina sociale Monteforte d’Alpone da parte del Collis Veneto wine group ai comandi di Pierluigi Guarise, diventato con questa operazione leader assoluto nella produzione di Soave ( il fatturato Collis tiene conto di questa acquisizione). O l’accordo tra la Caviro guidata da Giampaolo Bassetti e la Vecchia Cantina di Montepulciano (la più vecchia coop toscana presieduta da Andrea Rossi ) che sottobraccio alla Leonardo da Vinci (proprietà Caviro) diventerà il cuore produttivo del vitigno Sangiovese declinato al meglio in tutte le sue espressioni: Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Chianti classico e Chianti.

New entry e ritorni

Sono sei le new entry in classifica. La più grande è Perlino, entrata in classifica al 42mo posto, con 56,7 milioni di fatturato e più di 24 milioni di bottiglie. 120 anni di storia, marchio storico riconosciuto e presenza internazionale in oltre 70 paesi, l’azienda produttrice di spumanti, vini e vermouth ha base e stabilimenti produttivi ad Asti ed è cresciuta negli anni Novanta anche con l’acquisizione di marchi storici, come Scanavino e Martelletti. Dal 2016 fa parte del gruppo franco-italiano La Martiniquaise Bardinet, tra i gruppi leader al mondo nel settore degli spirits.

Con più di 32 milioni di fatturato il Gruppo Rocca vini occupa il 63mo posto. Mette insieme l’attività della Angelo Rocca e Figli e della controllata Dezzani, nel Monferrato, che tratta solo vini piemontesi (in particolare Barbera). Sede produttiva in Puglia, a Leverano, è una realtà con tanta storia alle spalle. Fondata nel 1880 appartiene da sempre alla famiglia Rocca giunta alla quinta generazione. Al comando oggi i quattro fratelli Marco, Luca, Matteo e Paolo Rocca. (Per un inconveniente tecnico i dati Rocca relativi a ebitda, ebit e pfn  pubblicati nel tabellone uscito su l’Economia del Corriere della Sera, non sono corretti).

Terza new entry a quota 76. E’ la casa spumantistica Bosca di Canelli in Piemonte, con 24.8 milioni di fatturato. Anche qui la proprietà è di una famiglia, la stessa che da 190 anni e 6 generazioni si prende cura della sua azienda (Bosca è una delle pochissime realtà del territorio ancora in mano alla famiglia d’origine). Stabilimenti produttivi a Castigliole d’Asti e a Kaunas in Lituania, le cantine Bosca fanno parte del circuito delle Cattedrali sottorranee, Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Al comando oggi ci sono i tre fratelli Pia (ceo), Gigi (cfo) e Polina (cmo) Bosca che nel 2021 hanno impresso alla loro azienda un nuovo slancio e un riposizionamento verso l’alto di gamma, con una maggiore presenza nel canale horeca.

Arriva sempre dal Piemonte il quarto nuovo ospite della classifica 2025: ecco, a quota 81, Vite Colte, una cooperativa con sede a Barolo con 22.9 milioni di fatturato. L’azienda opera nel segmento dei vini premium, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio selezionato di circa 300 ettari coltivati da 180 soci viticoltori. Il progetto ha preso le mosse nel 2010 con una gestione controllata della filiera, per la produzione di vini Doc e Docg del Piemonte. Rappresenta la linea a maggiore valore aggiunto del gruppo, in quanto l’azienda presieduta da Piero Quadrumolo e diretta da Bruno Cordero, detiene anche i due marchi storici, Terre da Vino e Scrimaglio.

Nella posizione 118 si piazza una realtà pugliese: Cantina di Ruvo di Puglia con poco più di 11 milioni di fatturato. La cooperativa presieduta da Sebastiano Marinelli e diretta da Emanuele Saccotelli, anche conosciuta con il suo marchio Crifo (il mitologico grifone) opera nel cuore dell’Alta Murgia e detiene la leadership per quanto riguarda il vino rosso Nero di Troia di cui produce il 50% della produzione totale. Nata nel 1960 per la fattura di mosti si è poi trasformata in cantina, specializzandosi nei vitigni autoctoni pugliesi, come appunto il Nero di Troia, il Bombino, la Verdeca e il Moscatello selvatico.

Chiude la classifica, a quota 120, con poco più di 10 milioni di fatturato, una importante realtà toscana, firma internazionale del vino, la Domini Castellare di Castellina. E’ il sogno e il progetto, nato negli anni Settanta, per iniziativa di Paolo Panerai, giornalista, editore e vignaiolo di rango. Difficile stabilire se Panerai sia più bravo a scrivere o a fare vino. Di sicuro quella di Panerai per la terra e i vigneti è una grande passione che si è tradotta in una preziosa proprietà vinicola, racchiusa nella holding Domini Castellare di Castellina (in sigla DCC). 190 ettari in produzione, alla holding fanno capo due aziende in Toscana, Castellare di Castellina nel Chianti classico e Rocca di Frassinello a Gavorrano in Maremma: inaugurata nel 2007 quest’ultima è la cantina creata da Renzo Piano che suggella anche l’accordo tra Castellare e le Domaine Barons de Rothschild Lafite, tra le griffe più famose del vino francese. La terza gamba della DCC è Feudi di Pisciotto, una tenuta nella Sicilia sud orientale a un passo da Caltagirone. Sotto la direzione generale dell’enologo Alessandro Cellai, il gruppo si muove secondo le lines guide del suo fondatore: rispetto della tradizione e dell’ambiente, con l’abolizione fin dai primi passi di ogni prodotto chimico di sintesi. Una filosofia produttiva di cui è testimone l’uccellino, ogni anno uno diverso, protagonista delle etichette dei Sodi di San Nicolò il vino orgoglio del Castellare di Castellina, figlio di Sangiovese e malvasia nera, giunto alla sua 45ma vendemmia, con un ricco medagliere di alti punteggi della critica enologica internazionale.

Oltre alle new entry, la classifica 2025 ha visto il ritorno di brand importanti, come Angelini wines&estates guidata da Alberto Lusini (25 milioni di fatturato) protagonista di una delle operazioni più significative dell’anno in corso: l’acquisto della Arnaldo Caprai, gioiello umbro noto nel mondo, creato da Marco Caprai, tra i vignaioli più green e più avanti del mercato.

TOP Privati - Classifica 2025
TOP COOP - Classifica 2025

Tutti i dati

La classifica Le prime 120 cantine italiane
Nella tabella la graduatoria delle 120 maggiori imprese vitivinicole italiane con più di 10 milioni di fatturato 2025 (da bilancio civilistico, consolidato o aggregato). L’Ebitda, margine operativo lordo, è in cifra assoluta e in percentuale sul fatturato. L’Ebit è l’utile operativo netto, prima di imposte e oneri finanziari. Per le coop i valori di Ebitda ed Ebit, normalmente bassi o non comunicati, hanno modesto significato, perché la missione delle aziende cooperative non è quello di fare profitti ma di pagare al meglio le uve conferite dai soci. La posizione finanziaria netta indica l’indebitamento netto o la liquidità dell’azienda (segno + davanti alla cifra). Nel caso delle coop gli ettari vitati sono di proprietà dei soci.
Qualsiasi riproduzione dei dati deve essere autorizzata.
Azienda Vitivinicola
Fatturato in milioni 2025
Fatturato in milioni 2024
Variazione % 2025/2024 TOTALE
Variazione % 2025/2024 ITALIA
Variazione % 2025/2024 ESTERO
Export
(in milioni)
Export
in %
Ebitda
(in migliaia)
Ebitda
%
Ebit
(in migliaia)
PFN
(in migliaia)
Investimenti
(in migliaia)
N° Bottiglie
(in milioni)
Ettari vitati
proprietá
Ettari vitati
affitto
Dipendenti
n.
Acquisti % sul totale Uve
Acquisti % sul totale Vino
 
 
 
Totali 2025
9.013,69.296,7-3,05-1,22-4,345.203,957,73838.043,99,30485.936-1.106.004433.8262.367162.7486.40914.580==
1
Cantine Riunite & Civ
635,1676,6-6,12,22-9,60432,568,1029.720,04,689.803-159.80010.404191,34.9071.0891.10510,0025,00
di cui: Gruppo Italiano Vini
398,0417,7-4,75,89-7,23313,078,6416.420,04,132.396-119.8903.00065,25351.08978042,0058,00
2
Argea
462,0464,2-0,465,60-0,89429,893,03ndndnd-87.09513.650165,050705601,0099,00
3
Italian Wine Brands
395,9401,9-1,50-10,210,45329,783,28ndndndnd8.256158,7----390----
4
Gruppo Caviro
351,3385,2-8,79-5,63-15,82100,428,5929.020,08,265.677-66.50032.436198,736.2021559--27,34
5
Marchesi Antinori
263,0262,00,380,910,01153,758,45132.065,750,22113.682-169.81831.67421,93.2173745595,010,0
6
Herita Marzotto Wine Estates
246,7248,2-0,62-3,890,87171,869,6568.894,027,9342.793-164.02438.02625,855424543537,8062,20
7
Cavit
242,8253,3-4,135,24-7,31175,372,2110.612,04,374.62144.8105.778nd6.30014309--100,00
8
La Marca Vini e Spumanti
234,0251,0-6,770,00-7,66205,087,616.167,02,64422-29.26012.74685,015.400--119----
9
Collis Veneto Wine Group
220,0219,30,32-2,462,72121,055,0015.948,07,257.351-60.0048.88475,07.200--403----
di cui : Cielo & Terra
67,267,9-1,11,50-3,0054,30,865.852,98,714.031-4.8993.68835,5----87--1,00
10
Fratelli Martini
218,0233,0-6,443,99-10,10155,071,10ndndndnd5.000nd----841585,00
11
Terre Cevico
213,2206,23,384,052,4991,342,8214.888,06,984.727-43.6786.97992,33.66912852325,0033,00
12
Gruppo Mezzacorona
213,0212,40,322,52-0,22170,278,0017.693,58,318.613-92.6635.52151,23.500--500----
13
Mack & Schuhle Italia
205,7205,60,07-11,912,09179,687,316.551,03,184.703-16.03417.41682,6----106--1,00
14
Gruppo Zonin 1821
190,0209,3-9,219,01-12,38156,182,18ndndndndnd48,01.350--------
15
Tenute Piccini
181,0179,01,122,330,74137,075,69ndndndnd3.00046,521036014010,0090,00
16
Mionetto
179,7180,9-0,69-3,68-0,02148,082,3824.814,013,8123.19214.3692.363nd80--170--100,00
17
Marchesi Frescobaldi
159,0165,0-3,64-1,92-4,8392,658,2459.000,0nd45.000ndnd13,31.70080------
18
Gruppo Vi.V.O. Cantine
157,2178,2-11,79-11,36-12,4760,038,2012.120,07,715.290-8.5837.76147,36.18683160----
19
Schenk Italian Wineries
141,7141,50,1323,57-10,6386,761,1911.559,08,168.053-27.1162.60661,712736108--61,00
20
Cantine ERMES
137,2142,7-3,88-6,127,8924,617,9313.096,09,554.009-41.4117.27119,016.677--197----
21
Gruppo Lunelli
134,1137,6-2,54-0,85-9,4824,418,2027.000,020,13ndnd1210,121035337----
22
Villa Sandi
130,6130,20,31-3,662,5185,865,7010.202,07,815.332-6.4693.72130,4190--13340,0060,00
23
Cantina di Conegliano Vittorio Veneto
126,7149,8-15,44-15,440,000,00,00ndnd2-34.3987.59037,25.790--880,800,14
24
Cadis 1898
120,0129,1-7,010,41-21,1735,029,178.872,07,39ndndnd45,06.500--183----
25
Vignaioli Veneto Friulani
117,0109,56,926,920,000,00,00ndnd567nd2.000nd----31----
26
Serena Wines
109,3106,32,821,054,2561,356,0810.500,09,618.0007.7001.04934,020--116--100,00
27
Bottega
100,196,83,41-1,094,3983,082,9310.600,010,599.10026.8004.50028,81535238--50,00
28
Contri Spumanti
96,795,61,144,53-2,3346,247,785.547,05,741.324-17.3383.62968,0----58--100,00
29
Terra Moretti Vino
92,094,5-2,65-1,93-6,1415,116,4116.684,018,133.241nd7.61711,1899258460----
30
Cantina Viticoltori Ponte
89,089,00,001,64-3,5727,030,345.653,06,352.308-16.0845.45716,23.355--822,7014,50
31
Ruffino Gruppo
83,4105,0-20,61-6,49-21,6376,892,10ndndndnd9.64319,8156445------
32
Araldica Castelvero
81,675,87,686,038,2062,276,185.913,07,254.6734.4524.29229,21.2512211328,5071,50
33
Fantini Group Vini
80,885,2-5,1714,09-9,4672,489,6521.839,027,0414.805-30.0024.07922,4--40010770,0030,00
34
Spumanti Valdo
77,277,4-0,263,14-3,5737,848,965.817,07,534.407-8.5944.78319,5--2407921,0079,00
35
Cantine Vitevis
69,773,7-5,43-18,1621,9528,540,92ndndnd-10.8941.14217,62.700--107--3,50
36
Fontanafredda
66,062,85,1811,28-1,828,843,612200,018,488.40017.8891040,01272915525,8054,20
37
Masi Agricola
64,466,8-3,64-1,32-4,7143,567,496.616,010,281.673-28.5145.957nd329,067------
38
Banfi
61,464,5-4,81-1,89-7,6230,349,354.900,07,98nd-27.3005.3009,09915535510,0017,00
39
Pasqua Vigneti e Cantine
60,063,5-5,4625,46-9,0351,886,295.012,08,353.75021.0581.93711,11222359940,0060,00
40
Cantine di Verona
58,366,9-12,85-7,81-4,5817,129,353.382,05,801.306-25.8021.60917,51.9063911859,6940,31
41
Citra Vini
57,558,6-1,935,47-7,3431,454,563.530,06,14544-8.80481035,0----70--20,73
42
Perlino
56,754,24,53-1,606,0043,576,727.972,014,076.46813.2851.04324,4----57--50,00
43
Guido Berlucchi
56,153,45,065,85-6,973,15,479.112,016,247.292-22.9912.2864,3147390112100,00--
44
Castellani
55,160,1-8,37-0,75-7,6250,191,0010.175,018,479.00027.6231.10022,3240--58--68,00
45
Cantina Montelliana e dei Colli Asolani
53,955,8-3,286,05-14,2122,040,862.495,54,606145.6281.15120,0726--7510,262,63
46
Tenuta San Guido - S.A. Citai
49,949,01,7612,47-1,6736,573,2231.509,063,2130.41516.3828.9691,211081950,200,27
47
Cantine Settesoli
47,049,8-5,62-6,31-4,5718,840,00ndndnd-23nd18,3----612,4030,00
48
Losito e Guarini
46,844,84,462,5717,186,814,52ndndndndnd31,7----66----
49
Astoria Vini
46,849,0-4,59-3,61-6,4316,034,224.365,09,341.520nd114,040607670,0030,00
50
Cantine Due Palme
46,045,02,222,801,5020,344,13ndndndnd2.00025,03.000--180----
51
Cantine Sgarzi Luigi
45,944,82,441,50-5,2042,792,873.451,07,511.2018.1902.00417,0140--4810,0090,00
52
Prosit Group
43,353,5-19,02-33,85-8,6028,766,28ndndnd-16.6231.00014,035--93----
53
Cantina Valpolicella Negrar
42,045,7-8,09-10,97-4,1518,544,053.050,07,261.53227.7102.0648,4820--522,0011,00
54
Cantina Produttori Valdobbiadene
41,440,81,471,470,000,00,002.866,06,92359-6051.29316,51--5594,006,00
55
Cantina Tollo
41,434,320,6938,07-5,0713,131,682.608,06,31763-15.1301.04713,7----107595
56
Zenato Azienda Vitivinicola
41,039,73,273,942,9627,867,806.143,014,984.553-9.3774.2235,665214930,0049,00
57
FDB - Famiglia Dal Bianco
38,840,8-4,83-8,30-2,7524,863,874.893,012,603.154166.3017,41092704246,00--
58
Duca di Salaparuta
38,038,5-1,30-0,77-5,404,211,0ndndndndnd7,5130418450,0050,00
59
Casa Vinicola Luigi Cecchi e Figli
37,040,2-8,06-2,01-14,6116,544,603.031,08,201.470-8.3681.3009,2142328825,0035,00
60
Donnafugata
36,936,51,23-0,697,089,726,207.405,020,053.105-11.4837.9003,63031562171711
61
Toso
34,541,5-16,87-18,18-16,0021,066,504.789,013,881.1931.84921019,217--5895,0045,00
62
Cantina di Rauscedo
32,435,3-8,19-9,040,003,310,191.478,04,562495696011,51.832--42----
63
Gruppo Rocca
32,131,42,23-1,622,9927,184,426.800,021,2600011.30022015,3100--43--100,00
64
Chiarli
31,835,9-11,50-6,72-23,537,824,55ndndndndnd15,6110--55--95,00
65
Tommasi Family Estates
31,331,9-2,041,50-3,0026,986,00ndndndndnd3,5957--79----
66
Fantinel
30,823,929,0035,003,004,90,16ndndndndnd3,0----55----
67
Vinicola Decordi
30,730,60,336,81-3,8018,058,622.112,06,881.137-3.6142.48217,8----54--59,00
68
Feudi di San Gregorio
29,929,03,108,64-14,296,020,076.500,021,744.300-28.3002.5004,051014018037,00--
69
Montelvini
28,531,0-8,18-12,80-1,7012,844,942.772,09,731.334-2123.4335,2355515,0085,00
70
Varvaglione 1921
28,024,016,6723,089,0912,042,862.193,07,831.341nd2.0005,02201505185,001,00
71
Cant. Prod. San Michele Appiano
27,629,3-5,80-6,22-3,855,018,12ndnd143nd7632,7385--44----
72
Donelli Vini
27,430,2-9,39-6,00-12,2614,452,52ndndnd6661.48015,7----378,0092,00
73
Colomba Bianca
26,532,7-18,77-32,4528,779,435,432.150,08,102-13.6625503,25.102--2481,0019,00
74
Cantine Paololeo
25,423,010,327,8914,819,337,002.200,08,701.3009.7002.3006,070--3411,0023,00
75
Angelini Wines & Estates
25,025,6-2,47-2,37-2,6011,646,591.400,05,62nd-14.0001.7002,94570,0010618,003,00
76
Bosca
24,929,8-16,57-1,50-18,5621,586,33ndndndndndnd----703,5827,74
77
La Cantina Pizzolato
24,526,2-6,343,40-7,5721,587,613.215,013,112.650-3.3511.1728,550393832,0068,00
78
Barone Ricasoli
24,122,18,906,599,8717,171,153.195,313,261.279nd1.9722,8223261805,5249,00
79
Rocca delle Macie
23,323,8-2,102,40-7,0810,545,06ndndndnd1.6003,219710925,0040,00
80
Cantina Caldaro
22,924,7-7,36-5,820,004,318,761.982,08,651.462-15.0001.1003,44102,0051--1,00
81
Vite Colte
22,924,2-5,37-7,21-3,8212,655,022.527,011,031.125nd1504,11.5000,0035----
82
Cantina di Bolzano
22,723,4-2,99-2,66-4,204,821,101.501,06,61510nd8393,4340--48----
83
Terre del Barolo
21,519,98,3010,254,937,735,564.435,020,593.073229342,3586844--2,00
84
Cantine Pellegrino
21,320,25,503,919,616,228,922.547,211,961.1181.3245545,2160--5380,00--
85
Cantine 4 Valli
20,021,3-6,23-3,97-8,809,145,58842,04,21359nd23011,37015041----
86
Ruggeri & C.
19,918,86,128,244,5011,155,872.193,011,001.4354337074,1----3780,0020,00
87
Argiolas
19,920,5-3,07-4,24-1,338,240,986.394,032,154.931-5.6372.3252,3250--8350,281,89
88
Marchesi Mazzei
19,920,9-5,17-0,89-7,7912,060,304.196,021,101.184nd1.2691,716523124----
89
Le Chiantigiane
19,721,0-6,33-5,49-10,573,115,91452,02,3071.6722378,9----37--100,00
90
Allegrini Wines
19,620,2-3,24-8,091,5110,453,01ndndndndnd2,1753557----
91
La Guardiense
19,017,58,398,744,941,78,951.675,08,82425-2.6001.3706,01.470--58100,00--
92
Azienda Planeta
19,018,24,5212,23-3,338,745,844.868,025,653.3832.0462.3012,2351--155----
93
Cantina Vecchia Torre
19,018,90,183,64-8,784,825,34-82,0-0,43-1.4824.2946453,11.400--281,002,50
94
Umberto Cesari
18,318,5-0,921,04-1,2815,484,112.410,013,16nd6.0753002,5180704235,00--
95
Le Tenute del Leone Alato
18,220,1-9,35-0,49-21,566,636,40ndndndndnd3,1602--------
96
Vivallis
18,218,10,390,390,000,00,001.367,00,751511.375682nd969--28--3,12
97
Umani Ronchi
18,117,81,69-2,754,5011,462,932.196,012,131.605-3.4001.1273,3212546812,0016,00
98
Cantina Colterenzio
17,920,2-11,580,46-33,334,826,881.390,07,78297-9.1005.5002,1294--425,0024,00
99
Vecchia Cantina di Montepulciano
17,416,36,6910,19-2,714,324,741.893,010,89868-15.7603434,0----5548,4320,50
100
Cantina Tramin
17,218,6-7,53-9,03-2,384,123,84ndndnd-4.2407.304nd287--31----
101
Carpineto
16,918,9-10,85-11,45-7,9015,491,282.728,016,192.151-1.1011892,715870702535
102
Jermann
16,818,0-6,450,07-15,716,337,208.502,050,536.24212.3285.9961,3164248110,00--
103
Conte Tasca d'Almerita
16,817,3-2,89-1,53-5,066,337,603.852,022,912.54223.1611.1092,3427587017,00--
104
Cantina Toblino
16,419,7-16,61-16,610,000,00,00771,04,701272.8123610,4800--27100,00--
105
Cusumano
16,016,2-1,231,50-3,009,257,504.200,026,252.700nd2.5002,4534--------
106
Cantina Vignaioli Morellino
15,715,8-0,51-0,07-7,370,95,591.673,010,64299-9061184,0690--334,0014,00
107
Tinazzi
15,318,2-15,93-21,62-14,4812,481,051.650,010,78ndnd8983,448173923,8076,20
108
ColleMassari Estates
15,117,2-12,30-9,64-14,637,851,812.741,018,16-1.364nd1.2060,7180897----
109
Famiglia Cotarella
14,215,3-7,00-2,00-20,003,524,623.221,022,671.9927.7405701,8155727930,00--
110
Casa Paladin
13,914,2-1,987,41-12,335,942,541.699,012,25340-11.5954652,290704438,9461,10
111
Bortolomiol
13,814,8-6,76-9,101,413,324,251.413,010,245224.2531002,5623055,0045,00
112
Agricola San Felice
13,714,2-3,523,53-14,044,935,772.073,015,13-5414.4799.4570,9189386----
113
Gruppo Abfv
13,412,75,879,59-1,964,029,82ndndndndndnd310--123----
114
Tenute del Cerro
12,212,3-0,122,73-6,593,528,591.850,015,11ndnd10.4111,6306--------
115
Biserno
11,812,1-2,7448,48-14,748,471,035.696,348,364.83114.1696.1720,6140--3010,00--
116
Mastroberardino
11,511,40,88-1,089,522,320,002.200,019,13350-5.1001.8001,526008240,00--
117
Gruppo Marilisa Allegrini
11,110,82,7850,00-17,116,356,761.991,517,941.434-18.5001.0000,91052058----
118
Cantina Ruvo di Puglia
11,010,55,024,1926,420,54,50ndndndnd7554,2524--25----
119
Velenosi
10,510,22,948,62-4,554,240,00850,08,10490-4.8003001,942502660,005,00
120
Domini Castellare di Castellina
10,310,7-3,749,52-12,315,755,34645,06,26-380-15.2302200,919010961,006,00


NOTE

(Il numero accanto alla cantina indica il suo posto in classifica.)

Ogni riproduzione deve essere autorizzata

Redditività

Non c’è gara: se si parla di redditività a vincere a mani basse sono le due famiglie toscane cugine e di sangue blu: Incisa della Rocchetta e Antinori. Sono loro che si aggiudicano da anni i primi quattro posti della top ten delle cantine con la più alta redditività. Al vertice assoluto c’è come sempre la Tenuta San Guido dei marchesi Incisa della Rocchetta, con un indice spudorato del 63,2%.Per gli amanti delle statistiche va anche detto che sono quattro anni che il rapporto tra il margine operativo lordo (ebitda) e il fatturato conseguito dalla maison di Bolgheri, produttrice del mitico rosso Sassicaia, viaggia sopra il 60%. Si accontenta del 50,5% (si fa per dire) la cantina friulana Jermann, di proprietà della Marchesi Antinori, famosa per i suoi vini bianchi d’autore: è suo il secondo posto sul podio di questa speciale graduatoria che riunisce le aziende a più alto reddito, seguita sul terzo gradino dalla sua controllante Marchesi Antinori titolare di un rapporto del 50,2%. E’ il caso di sottolineare che il risultato della storica griffe toscana presieduta da Albiera Antinori è particolarmente significativo, tenuto conto che si rapporta a un fatturato di 263 milioni, quindi molto maggiore di quello delle sue compagne sul podio. Il che dimostra, ancora una volta, che anche aziende di dimensioni maggiori, fortemente legate alla terra, possono raggiungere risultati ottimali quando la gestione è di alta qualità. Al quarto posto ancora un’azienda della famiglia Antinori: è la Tenuta di Biserno a Bolgheri, con un indice del 48,3% (si ricorda che i dati di Biserno e Jermann non rientrano nel fatturato Marchesi Antinori che non presenta in classifica il consolidato).

Ancora una griffe toscana al quinto posto, dove si conferma un’altra prestigiosa maison: è la casata toscana Marchesi Frescobaldi, con un rapporto che sfiora il 39% e premia una grande e ben gestita realtà produttiva, da 165 milioni di fatturato.

Per il sesto posto si va in Sardegna dalla famiglia Argiolas, proprietaria della più importante realtà vitivinicola della regione, apprezzata nel mondo, che porta il suo nome: esprime un’ ebitda del 32,1% ed è uno degli ospiti assidui di questa rosa di aziende eccellenti.

Un’altra abituè al settimo posto: è Herita Marzotto wines estates dei fratelli Marzotto, che si conferma tra i gruppi più solidi del comparto, con un indice del 27,9% a fronte di un fatturato di 246,7 milioni.

La prima novità è all’ottavo posto: qui sale, guadagnando due posizioni, Fantini group vini, realtà abruzzese controllata dal fondo americano Planitum equity, creata e guidata da Valentino Sciotti, che migliora anno dopo anno la sua capacità di produrre reddito: dopo l’exploit del 2024 (+5 punti) ha raggiunto un ebitda superiore al 27%, a fronte di 80,8 milioni di fatturato. Originale il suo modello di business che fin dall’inizio ha escluso la proprietà di vigneti, allacciando rapporti strettissimi con migliaia viticoltori in sette regioni del sud. Dal continente all’isola, due brand siciliani chiudono questa privileged top ten: la Cusumano dei fratelli Diego e Alberto Cusumano, sempre presenti in questo invidiato salotto, con un indice del 26,2% e Planeta. Guidata da Alessio Planeta, l’azienda di Menfi di proprietà dei cugini Planeta, è la seconda novità della classifica 2025. Rientra infatti di diritto in graduatoria grazie alla migliore perfomance dell’anno: il suo indice é infatti cresciuto di quasi 7 punti, passando dal 18,8% del 2024 fino all’attuale 25,6%, a fronte di un giro d’affari di circa 19 milioni.

Dopo i primi 10, ben 5 cantine hanno realizzato un ebitda superiore al 20%. Conte Tasca d’Almerita (22,9%), Famiglia Cotarella (22,6%), Feudi di San Gregorio (21.7%) Marchesi Mazzei (21,1%) e Donnafugata (20%). Subito sotto la storica griffe campana di Piero Mastroberardino esprime un indice superiore al 19%. Sono a livello 18% Castellani, Collemassari, e Terra Moretti vino. Arriva al 17,94% il gruppo Marilisa Allegrini e registrano risultati superiori al 16% Guido Berlucchi e Carpineto. Completano il gruppo delle 25 aziende con più redditività l’Agricola San Felice e le Tenute del Cerro con indici superiori al 15% e Zenato con il 14,9%. A giugno di quest’anno l’azienda veneta Zenato ha perso la guida congiunta dei due fratelli Alberto e Nadia. Quest’ultima, tra le più brillanti donne del vino italiane, ha infatti lasciato la guida operativa dell’azienda di famiglia e ha ceduto le quote di maggioranza al fratello. Resta azionista di minoranza della storica realtà di Peschiera del Garda e proprietaria dell’azienda agricola Sansonina. Conoscendo la dinamica vignaiola difficile si fermi qui.

L’indice di redditività non riguarda le coop, i cui fini statutari sono l’aiuto ai soci e la migliore remunerazione delle uve.

Serie EBITDA - Classifica 2025

Dimensioni strategiche: ettari vitati di proprietà

Bottiglie: aziende private e cooperative

Investimenti

Espansione e reimpianto dei vigneti, miglioramento e ampliamento dei processi produttivi, ricerca, innovazione tecnologica, impianti fotovoltaici e di refrigerazione, sostenibilità e, più di rado, acquisizioni sono al centro degli investimenti delle cantine. Chi ha investito di più nel corso dell’ultimo esercizio? Questa graduatoria trova un podio invariato. Anche quest’anno al primo posto c’è Herita Marzotto wine Estates con più di 38 milioni (indirizzati anche al potenziamento della presenza in Usa, suo mercato principale), seguita da Caviro, big romagnolo della cooperazione con oltre 32 milioni e da Marchesi Antinori con 31,6 milioni. Entrano nella top ten Mack&Schuhle Italia con 17,4 milioni utilizzati anche per l’acquisto della Vinicola Antonio Divella in Puglia (l’azienda sta investendo ora in Oltrepò, sullo storico brand La Versa) e Argea con 13,6 milioni impiegati, tra l’altro per l’acquisizione dell’importatore americano Winest. Ammontano a 12,7 milioni gli investimenti di La Marca vini e Spumanti e superano i 10 milioni quelli delle Tenute del Cerro (proprietà del gruppo Unipol, guidata da Antonio Donati)) e Cantine riunite &Civ. Chiudono questa graduatoria il Gruppo Ruffino (controllata Constellation Brands) che ha iniziato proprio quest’anno la produzione nella nuova proprietà Le Sondraie, a Bolgheri rafforzando così la sua storica presenza in Toscana. La rosa dei primi dieci si chiude con l’Agricola San Felice: magnifica proprietà del gruppo Allianz in Toscana, è guidata dal nuovo ceo Achille Di Carlo e ha investito lo scorso anno circa 10 milioni.

La graduatoria stilata in base agli investimenti effettuati nel 2025 comprende 30 aziende a partire da un minimo di 5 milioni.

Investimenti - Classifica 2025

Fatturati ed estero

Quota fatturato estero - Classifica 2025

 

Sono tutti nuovi i protagonisti della top ten del fatturato estero. Sul podio tre cooperative. Al primo posto, la siciliana Colomba bianca presieduta da Leonardo Taschetta: lo scorso anno guidava la graduatoria del fatturato Italia, quest’anno quello dell’export con un incremento del 28,7%. Al secondo la Cantina Ruvo di Puglia, tra le new entry della classifica 2025 (+26,4%), al terzo le Cantine Vitevis, realtà veneta presieduta da Silvano Nicolato e guidata dal nuovo dg Gianfranco Gambesi cresciuta all’estero del 21,9%.

Il quarto posto toca alla lombarda Losito Guarini con il 17,8%,seguita dalla pugliese Cantine PaoloLeo che si distingue anche per un incremento a due cifre del fatturato totale. Al sesto posto la prestigiosa maison toscana Barone Ricasoli di Francesco Ricasoli: incrementa del 9,8% l’export e si piazza anche al quinto posto per fatturato totale (+8.9%). La rosa dei primi dieci prosegue con la siciliana Cantine Pellegrino presieduta e guidata da Benedetto Renda, la campana Mastroberardino e la dinamica maison pugliese Varvaglione 1921 che prende il nome della famiglia proprietaria, con crescite tutte superiori al 9%. Chiude la grande cooperativa piemontese Araldica Castelvero con un incremento dell’8,2%.

Come sempre le cosiddette minigraduatorie presenti nel sito sono più complete rispetto a quelle pubblicate su L’Economia del Corriere della Sera che, per ovvie ragioni di spazio, riguardano solo la top ten delle singole voci.

Questa relativa all’andamento del fatturato estero comprende 26 aziende e si chiude con Mack&Shuhle Italia titolare di un incremento di poco superiore al 2%.

Chi sono invece le lepri sul difficile mercato domestico? Nella top ten degli incrementi del fatturato Italia troviamo al primo posto la Biserno guidata Niccolò Marzichi Lenzi con un +48%, è seguita dall’abruzzese Cantina Tollo presieduta da Gianluca Orsini (+38%) e dalla friulana Fantinel, guidata dalla terza generazione della famiglia Fantinel. La crescita del 35% realizzata dalla cantina guidata da Marco Fantinel, tiene anche conto del potenziamento del perimetro del gruppo con l’acquisto, nel 2024, della società agricola Vidussi.

Forte incremento, superiore al 25%, porta la firma della veneta Pasqua Vigneti e cantine, tra le realtà di peso del settore guidata dalla famiglia Pasqua. Seguono Schenk Italian Wineries e Varvaglione 1921 con aumenti superiori al 23%. Al 7mo posto Fantini Group con +14% e all’ottavo la tenuta San Guido con oltre il 12%. Al nono posto Planeta con +12,2% e decima la storica realtà piemontese Fontanafredda presieduta da Giuseppe Miroglio e guidata da Natale Farinetti con +11,8%.

Appena sotto, con incrementi sempre superiori al 10% Terre del Barolo, undicesima e Vecchia Cantina di Montepulciano al 12 mo posto.

Questa classifica comprende in totale 26 aziende.

Risultati significativi sul fronte export o sul mercato interno hanno spinto in alto il fatturato totale, la cui classifica comprende 23 aziende. Qui guida le danze Fantinel sfoggiando un incremento del 29%, seguita da Cantina Tollo (+20,9%) e da Varvaglione 1921 (+16,6%).

I maggiori esportatori? Il primo posto è di Argea con una quota di fatturato export del 93%. Dopo anni di primato, scende in seconda posizione l’emiliana Cantine Sgarzi con una quota del 92,8%, mentre si conferma al terzo posto Ruffino con il 92,10%. Sale al quarto posto la brillante realtà toscana Carpineto delle famiglie Sacchet e Zaccheo (91,8%), seguita dalla Castellani, un’altra importante azienda toscana che prende il nome dalla famiglia che l’ha creata alla fine dell’Ottocento e tuttora la conduce (91%). Completano la top ten Fantini group, La Cantina Pizzolato, La Marca vini e spumanti, Mack & Schuhle Italia e Bosca con quote export comprese tra 86% e 89,6%. Appena sotto Pasqua con 86,3% e Tommasi con 86%. La graduatoria completa comprende 29 aziende, a partire da una quota export su fatturato del 71%.

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