Classifica 2018

Fatturato nazionale vs fatturato del campione

Fatturato nazionale vs fatturato del campione

L’Economia del corriere della sera

L’Economia del corriere della sera

Sono 105 e sono le cantine più grandi d’Italia. Tutte insieme rappresentano 6,5 miliardi di fatturato, 158 mila ettari in produzione, tra vigneti in proprietà e in affitto, più di 2 miliardi di bottiglie, 12.340 dipendenti. Le aziende vitivinicole protagoniste dell’ esclusiva classifica 2018 dei maggiori operatori del vigneto Italia, fotografa un campione significativo dell’industria nazionale del vino. Le 105 aziende rappresentano infatti il 46,5% del giro d’affari totale del settore, 2 punti percentuali in più rispetto allo scorso anno, a conferma di un progressivo processo di riorganizzazione e rafforzamento sia nel settore privato che cooperativo, con la costituzione di realtà operative di maggior peso. Più in particolare, le cantine del campione si aggiudicano il 62,6% del totale export (+1% sul 2017), mentre sul mercato domestico il peso è più contenuto ed è pari al 34,35%, quota comunque in crescita sul 2017.

Regioni con fatturato oltre a 500 milioni, incluso coop

Regioni con fatturato superiore a 500 milioni
(incluso coop)

Complessivamente le aziende in graduatoria hanno chiuso l’esercizio 2018 con un incremento del fatturato del 6,29%, mentre il lavoro domestico è cresciuto dell’ 8,61% e le vendite all’estero del 4,66%. In pratica il campione ha girato la boa del 2019 con risultati migliori di quelli totalizzati dall’intero comparto, cresciuto nel complesso del 2,3%.

Realizzata sulla base dei conti dell’esercizio 2018, la classifica raccoglie cantine con un fatturato superiore ai 10 milioni. Al suo interno  le dimensioni sono molto diverse: sono solo 21 le aziende che possono vantare incassi superiori a 100 milioni (2 più del 2017), 18 quelle che hanno un fatturato compreso tra 100 e 50 milioni e 20 quelle che viaggiano tra 50 e 30 milioni, mentre altre 46 costituiscono una fascia dimensionale compresa tra i 30 e i 10 milioni. Si tratta in maggioranza di aziende private (62 cantine su 105), che operano però in modo differente: molte sono realtà produttive, per lo più create e guidate da una famiglia, che hanno nel loro dna vigne e uva, terra e cantina. Altre invece sono aziende imbottigliatrici e commerciali che nella maggioranza dei casi non hanno proprietà viticole e non ne vogliono (perché richiedono tempi lunghi di resa degli investimenti). E altre ancora operano su più tavoli, affiancando a una prevalente attività industriale, anche un impegno sul fronte della produzione (che porta lustro all’immagine aziendale).

Regioni con fatturato fino a 500 milioni, incluso coop

Regioni con fatturato inferiore a 500 milioni
(incluso coop)

E’ invece esclusivamente legato alla terra e ai viticoltori il mondo cooperativo che partecipa alla graduatoria con 43 aziende, rappresentando il 43,8% del giro d’affari totale. Le coop pesano meno sul lavoro all’estero (36,27%) ma molto di più in Italia, dove si aggiudicano il 54,19% del fatturato totale (in costante incremento sull’anno precedente).


Nella tabella la graduatoria delle 105 maggiori imprese vitivinicole italiane con più di 10 milioni di fatturato 2018 (da bilancio civilistico, consolidato o aggregato) L’ebitda, margine operativo lordo, è in cifra assoluta e in percentuale sul fatturato. L’Ebit è l’utile operativo netto, prima di imposte e oneri finanziari. Per le coop i valori dell’Ebitda e dell’ Ebit, normalmente molto bassi o non comunicati, hanno modesto significato, perché la missione delle società cooperative non è quello di fare profitti, ma di pagare al meglio il costo delle uve conferite dai soci. La posizione finanziaria netta indica l’indebitamento netto o la liquidità dell’azienda (segno più davanti alla cifra). Nel caso delle cooperative gli ettari vitati sono di proprietà dei soci. Le variazioni percentuali dei fatturati sono calcolate senza tenere conto di incrementi o decrementi non comparabili.

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Azienda Vitivinicola
Fatturato in milioni 2018
Fatturato in milioni 2017
Variazione % 2018/2017 TOTALE
Variazione % 2018/2017 ITALIA
Variazione % 2018/2017 ESTERO
Export
(in milioni)
Export
in %
Ebitda
(in migliaia)
Ebitda
%
Ebit
(in migliaia)
PFN
(in migliaia)
Investimenti
(in migliaia)
N¡ Bottiglie
(in milioni)
Ettari vitati
proprietá
Ettari vitati
affitto
Dipendenti
n.
Acquisti % sul totale Uve
Acquisti % sul totale Vino
Posizione
2017
1
Cantine Riunite & Civ
615,3594,23,546,002,00408,8066,4440.590,06,6024.610,0-168.743,016.177,0217,84.9076531.13420,0027,001
di cui: Gruppo Italiano Vini
388,0385,00,787,00-1,00289,7074,6625.735,06,615.640,0-121.350,013.832,085,668765382950,0025,00
2
Gruppo Caviro
235,8220,86,8017,11-9,7167,6328,687.443,03,161.849,0-41.141,015.839,8244,236.53490372--22,002
3
Fratelli Martini
220,0191,714,7412,3015,05198,0090,0018.035,08,2014.303,00,05.863,0nd295--7213,5086,505
4
Marchesi Antinori
213,6198,87,438,176,15121,0556,6792.605,543,3572.485,549.800,020.037,023,22.83424045910,010,03
5
Zonin 1821
202,0201,00,50ndnd173,0085,6424.000,011,88nd-95.864,06.208,051,01.990--4580,043,04
6
Casa Vinicola Botter Carlo & C.
195,0179,08,9429,007,50185,9095,3328.000,014,3624.925,012.005,02.700,088,515510143--100,008
7
Cavit
190,5182,54,3614,101,90148,9078,177.800,04,093.300,026.900,02.972,0nd5.700--236----7
8
Gruppo Mezzacorona
188,2184,71,88nsns158,1084,0016.424,08,736.267,0-105.418,03.615,049,33.500--479----6
9
Enoitalia
181,8168,97,6517,104,60134,5073,986.100,03,363.100,0-9.900,03.720,097,5----140--100,009
10
Gruppo Santa Margherita
177,4168,75,1414,501,00117,5866,2852.907,029,8241.868,0-139.726,038.808,022,151615338137,0063,0010
11
Italian Wine Brands
149,9149,80,07-9,333,20115,3576,9714.600,09,749.876,03.372,04.000,060,0----15510,0090,0011
12
Cantina di Soave
141,0118,019,4924,384,5048,0034,0410.031,07,113.891,0-6.610,032.400,037,05.800--182----13
13
La Marca Vini e Spumanti
140,2131,46,7312,635,50114,7081,791.752,01,25216,0-19.933,03.000,047,013.000--89--10,0012
14
Terre Cevico
131,2112,716,3412,4025,9041,9031,954.657,03,551.093,08.328,06.858,080,46.935452760,0012,0015
15
Marchesi Frescobaldi
119,5105,013,8113,9011,9073,4061,4240.000,033,4730.000,0-21.500,017.000,012,01.37060600----19
16
Collis Veneto Wine Group
119,0115,03,484,000,0030,2025,388.678,07,293.823,0-21.691,04.390,019,26.100--20862,7025,7014
17
Ruffino Gruppo
110,1106,83,088,412,70102,3892,9619.280,017,5112.968,0-10.029,042.195,027,714047221125,0047,0018
18
Mondodelvino Group
108,5106,81,5413,501,8089,5382,5310.405,09,595.066,0nd4.087,062,219472671,7098,3017
19
Schenk Italian Wineries
102,8109,8-6,421,24-10,2081,5079,30ndndndnd1.134,049,9162096--61,0016
20
Gruppo Vi.V.O. Cantine
101,985,019,817,9435,4749,6048,693.321,03,26797,0-17.843,03.158,030,64.61287115----22
21
Gruppo Lunelli
101,1100,01,040,851,8022,0321,8021.950,021,72nd-21.867,09.500,011,02073026850,0025,0020
22
Contri Spumanti Spa
95,586,810,0210,89,1041,3043,257.500,07,855.650,0nd6.998,071,3----34--100,00
23
Villa Sandi
93,587,27,2220,305,6047,3050,597.600,08,137.900,0-10.500,08.900,025,81601.8509335,0065,0021
24
Mionetto
86,378,59,955,9812,6852,5060,85ndnd6.608,0-12.608,06.338,0--80--114--100,0023
25
Vignaioli Veneto Friulani
79,068,515,3316,00,000,000,001.647,02,08150,0-11.974,03.030,0--4.000--17----
26
Farnese Group
74,968,29,8154,569,1771,0094,8015.426,020,6010.450,0-24.337,9900,023,903008880,0020,0025
27
Banfi
72,072,00,00-0,340,3336,5550,768.500,011,812.000,0-23.600,08.000,014,01.0501735510,0020,0024
28
La Vis
71,866,67,8634,00-7,0042,0058,503.434,04,78347,0-49.267,0800,029,07603133----26
29
Cantina Viticoltori Ponte
71,062,014,52-19,7015,6022,2031,272.857,04,02915,0-15,04.321,016,02.500--713,2014,0029
30
Masi Agricola
65,364,41,40ndnd51,0478,1612.259,018,779.219,0-9.054,05.500,0nd32967132ndnd28
31
Tenute Piccini
64,260,36,5639,91-3,9046,7072,748.800,013,716.950,0nd7.500,016,02301706728,0030,0030
32
Spumanti Valdo
62,557,97,888,367,3329,3046,923.857,06,183.122,0-10.529,01.726,015,9--1606017,3182,6932
33
Terra Moretti
62,465,7-5,07-4,0-8,513,3721,4411.500,018,445.474,7nd6.000,08,087095464----27
34
Bottega
59,156,64,425,404,0049,5083,765.000,08,463.700,08.800,02.900,015,01124170--50,0033
35
Cantine Settesoli
54,850,19,4714,0020,0025,2045,96ndndnd-10.866,02.785,024,85.027--170----37
36
Pasqua Vigneti e Cantine
54,750,19,186,749,3849,0089,585.488,010,034.307,0-21.766,0671,015,11222006927,0073,0036
37
Casa Vinicola Sartori
52,449,06,947,626,5637,7071,952.900,05,532.400,0-6.200,01.450,018,6252.8004720,0035,0039
38
Astoria Vini
51,850,62,433,501,5015,7030,298.550,016,507.590,07.498,01.930,013,340606570,0030,0035
39
Casa Vinicola Caldirola
51,650,91,301,700,2914,8028,69ndndndnd388,028,9----51--100,0034
40
Castellani
50,149,70,890,090,7945,1190,0012.320,024,5811.902,04.446,0868,022,8230--58--75,0038
41
Viticoltori Friulani La Delizia
49,648,81,6413,10-10,4221,3042,921.941,03,91626,0-40.487,02.265,024,52.0001198143,0030,3040
42
Cantina Produttori Valdobbiadene
49,647,05,435,983,2610,8021,804.016,08,102.005,0-2.201,01.756,013,6950--5794,305,7041
43
Cielo e Terra
48,941,717,197,0021,8034,1169,802.100,04,302.600,0nd1.800,031,7----66--100,0042
44
Cantine Sgarzi Luigi
46,239,616,720,0016,7245,3098,01ndndndnd1.005,013,7100--222,0098,0046
45
Araldica Castelvero
44,041,65,9520,231,0031,1870,832.978,06,761.984,9-12.022,01.514,913,7873529341,8658,1443
46
Colomba Bianca
43,131,935,3630,005,006,5015,071.546,03,58446,0-11.853,04.460,01,87.000--261,007,0057
47
Duca di Salaparuta
42,140,34,532,8411,089,1221,683.417,08,12ndnd4.859,011,0120419580,00--44
48
Guido Berlucchi
41,939,94,894,4314,821,804,309.573,022,876.928,0-34.600,01.800,04,111540098100,000,0045
49
Cantina Tollo
41,738,87,408,303,207,4017,751.846,04,4371,0-9.519,01.295,011,5----63----48
50
Toso
41,435,117,95-20,0035,0027,3866,147.901,019,086.485,010.395,03.000,025,620--5595,0045,0053
51
Cecchi
39,839,21,531,511,5419,7049,505.145,012,934.310,0-5.739,05.142,08,63708810025,0035,0047
52
Citra Vini
39,335,012,418,3216,8919,4649,521.106,22,81179,0-6.830,0800,026,00--540,1554
53
Cantina di Rauscedo
38,625,948,7349,0037,501,102,851.757,04,55440,023.066,05.377,01,11.700--31----62
54
Cantine Vitevis
37,737,21,26-3,2312,1112,2232,39ndndnd4.032,01.200,07,22.200--53--5,0050
55
Corte Giara Allegrini
36,736,11,663,230,0029,9081,476.411,017,473.450,04,9206981097,1052
56
Tenuta San Guido - S.A. Citai
36,533,78,344,274,0727,5075,3420.747,056,8420.103,023.744,0883,01,2931017310,0010,0056
57
Chiarli
35,634,72,706,18-6,129,2025,84ndndndndnd20,0110--580,0093,0055
58
Cantina Montelliana e dei Colli Asolani
35,130,216,3722,3011,8018,9854,04ndndndnd980,015,0----39----58
59
Cantine Due Palme
34,829,119,5718,151,0013,1037,68ndndndndnd15,02.400--130----60
60
Cantina Valpolicella Negrar
33,136,7-9,79-7,009,0019,2058,04ndndndnd1.104,08,2730--372,7011,0051
61
Feudi di San Gregorio
31,029,06,907,564,626,8021,945.048,016,283.414,0-25.000,03.500,04,742715817043,000,0061
62
Cantina di Carpi e Sorbara
28,323,719,6617,552,113,5012,371.817,06,42489,0-10.536,02.070,03,01.963--3698,061,9064
63
Bertani Domains
26,625,73,508,000,2014,5054,51ndndndnd3.200,03,746014085,0015,0063
64
Salvaterra
26,129,5-11,53-10,00-14,008,9034,10ndndndnd1.000,0nd--2742460,0040,0059
65
Rocca delle Macie
25,522,811,8412,2013,4013,5052,94ndndndnd750,04,1197109119,70--66
66
Terre Cortesi Moncaro
24,423,15,63-6,8020,0012,6051,646.340,025,982.365,022.198,045,011,01.350543,0016,0065
67
Montelvini
23,721,410,637,7818,856,5027,401.980,08,351.462,0-1.338,0120,05,135--4222,5077,5068
68
Cantina Kaltern
21,622,8-5,22-3,800,005,2124,111.570,07,27536,0-17.812,010.424,03,3450--580,007,8067
69
Cant. Prod. San Michele Appiano
21,521,02,382,500,004,5020,93ndnd132,0nd525,03,3380--40----70
70
Carpene' Malvolti
20,821,0-0,95-0,80-1,059,4045,191.200,05,77330,011.000,02.600,05,1----33--100,0069
71
Umberto Cesari
20,320,5-0,983,60-2,0017,2684,984.062,020,00nd5.730,0500,03,71801754013,0071
72
Varvaglione 1921
20,218,310,3821,431,0110,0049,502.274,011,261.422,02.100,04,2501503680,007,9078
73
Donnafugata
20,018,58,107,0011,505,3026,495.493,027,452.574,0-11.728,05.100,02,522118411517,0012,0077
74
Le Chiantigiane
20,020,00,005,94-18,892,3011,50547,02,7423,0-1.277,0203,011,0----42--29,0072
75
Cantine Pellegrino
20,019,71,344,53-5,435,9329,664.390,021,96200,0-8,11.040,06,1----5675,00--
76
Cantina di Bolzano
19,618,84,145,400,003,6018,36ndnd6.111,0nd20.202,03,6336--34----76
77
Cantina Sociale di San Martino in Rio
19,018,05,565,001,001,005,26ndndndnd1.000,00,21.295--19--5,0080
78
Alois Lageder
19,018,90,353,82-6,499,1348,141.478,37,79997,0nd422,02,450--5171,2028,8075
79
Conte Tasca d'Almerita
18,919,4-2,735,24-11,898,9047,143.400,018,012.200,020.195,02.992,03,5413418610,000,0073
80
Cantina Sociale ValTidone
18,717,19,659,70-29,000,010,05624,03,33224,0-1.946,0597,06,71.004--312,1014,5082
81
Terre del Barolo
18,218,3-0,34-3,827,935,8031,854.087,022,443.448,0-484,02.175,03,0600--38--2,0079
82
Argiolas
18,216,78,857,0014,507,3240,224.044,022,222.539,0-14.605,01.250,02,6230--4432,00--83
83
Cusumano
18,017,90,560,002,0011,4063,336.666,037,033.400,0nd3.000,03,45250150,000,0081
84
Cantina Vecchia Torre
18,014,721,8515,8133,026,8838,29855,94,77279,93.432,0683,03,31.3000160,4110,1189
85
Adria Vini
17,919,3-7,22-13,40-7,1317,6898,51188,91,05195,8-6.729,30,010,5----0--100,0074
86
Vivallis
17,916,011,79100,000,000,000,00920,55,14202,1-6.524,012.769,00,28830160,5911,3284
87
Gotto d'Oro
17,115,69,6210,000,000,804,68ndndnd-6.600,01.200,06,91.300--290,000,0087
88
Barone Ricasoli
16,413,818,173,0025,0012,2074,572.193,713,41471,6nd1.493,02,52231315015,0045,00
89
Azienda Planeta
15,915,80,63-0,652,198,2051,573.619,022,762.105,01.552,02.483,02,73804144----86
90
Marchesi Mazzei
15,714,48,45-0,3814,289,9463,493.154,020,141.680,0nd399,01,6172--37----92
91
Cantine 4 Valli (F&P Wine Group)
15,313,315,2611,3911,649,3360,86515,03,36487,0ndnd10,07015039----98
92
Cantina Colterenzio
15,314,55,373,5022,504,4028,761.135,07,42301,0-780,0280,02,6300--371,0015,0090
93
Carpineto
15,216,0-5,0012,00-6,0013,5088,823.142,020,672.773,03.970,0910,03,11507068----85
94
Bortolomiol
15,014,07,146,905,264,0026,67ndndndnd300,02,36--28----95
95
Cantina Tramin
14,614,31,95-1,478,543,1521,56ndndnd725,0185,91,8271--27----93
96
Marchesi di Barolo
14,514,50,280,580,058,4057,772.088,014,361.649,0-7.913,01.000,01,698120360,0017,3091
97
Genagricola
14,313,46,2510,30-2,404,1028,73ndndndndnd3,9900--35----97
98
Famiglia Cotarella
14,114,2-0,637,22-10,485,6439,973.273,023,202.487,03.126,0742,03,0139606830,0030,0094
99
Cantina Toblino
14,014,9-6,44-6,410,000,000,00848,06,08298,0140,0140,00,4805--18----88
100
Mastroberardino
12,913,0-0,390,00-3,002,6020,161.800,013,95700,0-4.500,0600,01,92301004535,00--100
101
Umani Ronchi
12,513,0-3,857,00-7,009,0072,002.150,017,201.600,0-4.000,03.000,03,2212426115,009,0099
102
Cantina Castelnuovo del Garda
12,412,7-1,98-32,0030,004,8038,71ndndndndnd4,0770525--9,00101
103
Società Agricola San Felice
11,211,6-3,38-1,17-2,215,7151,072.041,718,26219,41.488,9nd1,3222--67----102
104
Cantine Volpi
10,710,9-2,290,00-2,309,5089,20377,03,54117,0-1.545,0300,03,81042810,0090,00103
105
Cantina Santadi
10,610,15,35ndnd3,1329,44722,06,7942,0-848,0908,01,5520321,2030,00104
Totali 2018
6.6546.2606,298,614,663.85457,92704.198,611,98442.773,8-862.463,3449.565,72.015148.17710.02112.340==

NOTE

(il numero accanto alla cantina indica il suo posto in classifica)



Le prime 2 coop

 

Corrado Casoli, presidente Cantine Riunite & Civ e Giv

Corrado Casoli, presidente Cantine Riunite & Civ e Giv

Simonpietro Felice, DG Caviro

SimonPietro Felice, DG Cavro

I primi 2 privati

Gianni Martini,proprietario Fratelli Martini

Gianni Martini, proprietario Fratelli Martini

Albiera Antinori, Marchesi Antinori

Albiera Antinori
presidente Marchesi Antinori


 

Statistiche a parte, quali spunti arrivano da questa massa di dati e quali sono le novità dell’anno?

Incremento fatturato totale

I migliori incrementi fatturato totale

In primo luogo le due new entry nella fascia della classifica over 100 milioni: sono il gruppo Vi.v.o Cantine, Consorzio cooperativo dei Viticoltori Veneto orientale con sede a Salgareda (Treviso) che ha realizzato nell’ultimo esercizio un incremento che sfiora il 20%, il più elevato tra le 21 cantine big e il Gruppo Lunelli, proprietario, tra l’altro, di due case spumantistiche di punta: le bollicine Ferrari, famosa maison del Trentodoc e Bisol, bandiera del Prosecco superiore Conegliano Valdobbiadene. Anno dopo anno l’area dei superbig si rafforza e, tenuto conto dei progressi che si stanno registrando sul mercato, altre aziende si fanno sotto. Tra queste c’è la Contri spumanti, new entry in graduatoria che si fa subito spazio con un fatturato di 95,5 milioni, cresciuto di oltre il 10%. E’ una realtà industriale veneta dai grandi numeri, con base a Cazzano di Tramigna nel veronese, specializzata in vini spumanti e frizzanti, creata nel 1938 dalla famiglia Contri. Siti produttivi a Cazzano e a Campogalliano in Emilia (per tutte le tipologie del Lambrusco), l’azienda oggi guidata da Paolo Contri realizza più del 43% del suo giro d’affari all’estero e produce 71,3 milioni di bottiglie.

Marcia spedita anche Villa Sandi di Giancarlo Moretti Polegato, (93,5 milioni  +20% in Italia) che ha allargato la sua capacità operativa nel corso di quest’anno con l’acquisto della Borgo Conventi, storica cantina del Collio acquisita da Adolfo, Francesco e Luigi Folonari.  E sebbene più distanti, mordono il freno altre aziende di peso come Mionetto (86,3 milioni) figlia italiana del gruppo tedesco Henkell-Freixenet, primo produttore mondiale di spumanti. Mionetto, assieme a Schenk Italian Wineries (gruppo svizzero Schenk), Ruffino (gruppo americano Constellation brands) e Agricola San Felice (gruppo tedesco Allianz) compone il poker di aziende che fanno capo a capitali stranieri.

Le bollicine e precisamente il Prosecco Doc soffiano sulle vele di un’altra new entry della classifica: è una grande coop della provincia di Treviso, la Vignaioli veneto friulani, entrata a quota 25 con 79 milioni di fatturato, in crescita del 15,3%.

Sempre una coop domina l’intero mercato: le Cantine riunite & Civ presiedute da Corrado Casoli, rappresentano la maggiore realtà operativa d’Italia con un fatturato di oltre 615 milioni. Porta tanta acqua (si fa per dire) al loro giro d’affari il controllato, Giv, il Gruppo italiano vini guidato da Roberta Corrà che è a tutti gli effetti l’azienda più grande del comparto cui fanno capo ben 10 brand di successo. 379 milioni dividono la prima della classe dalla seconda Caviro, il Consorzio romagnolo che conta 235,8 milioni di incassi ed è guidato da Felice SimonPietro. Mentre sul terzo gradino del podio, disturbando il monopolio delle coop, sale quest’anno la privata Fratelli Martini, la più grande imbottigliatrice d’Italia con 220 milioni di fatturato alimentato prevalentemente dalle bollicine Canti e Sant’Orsola, best sellers sui mercati esteri, soprattutto anglosassoni. La macchina da guerra di Gianni Martini, che ha oggi al suo fianco la figlia Eleonora, ha realizzato una crescita a due cifre che conferma lo stato di grazia aziendale, in forte progresso da un triennio. Il modello aziendale della Fratelli Martini è distante anni luce da quello della Marchesi Antinori, al quarto posto. Qui siamo di fronte a una realtà squisitamente produttrice dotata della più importante proprietà viticola nazionale (2.834 ettari di vigneti), prestigiosa griffe del made in Italy nel mondo.

I maggiori incrementi fatturato italia

I maggiori incrementi fatturato italia

Alle spalle della casata toscana altri due marchi privati: Zonin 1821, gruppo veneto di Domenico, Francesco e Michele Zonin nel cui capitale è oggi presente la 21 Investimenti di Alessandro Benetton. E Casa vinicola Botter, altro grande imbottigliatore operante prevalentemente all’estero, che però non trascura il mercato domestico, come dimostra l’incremento del 29% realizzato nell’ultimo esercizio. Proprio l’andamento del lavoro in Italia, quest’anno più generoso, ha fatto la differenza presso molte aziende della graduatoria, grandi e piccole. Nell’area big è il caso di Cavit, Enoitalia, Gruppo Santa Margherita, Cantina di Soave, La Marca, Terre Cevico, Marchesi Frescobaldi. Ma scorrendo la classifica non mancano altre notevoli performance: dal Farnese group cresciuto del 54,5% a La Vis (34%), dalle Tenute Piccini (39,9%) alla Cantina Montelliana e dei Colli Asolani (22,3%) o, ancora a Varvaglione 1921 (21,4%).

Valore degli investimenti 1/2

I maggiori investimenti

La riorganizzazione delle vendite dirette sul mercato italiano, unita all’alto costo della materia prima provocato dalla scarsa vendemmia 2017 ha invece frenato l’Italian wine brands; così come il processo di riqualificazione dei prodotti e l’eliminazione di linee con meno margine hanno hanno sacrificato il fatturato di Salvaterra, giovane realtà veneta governata da un nuovo management  composto da Giancarlo Lechthaler (ad) e Francesco Domini  (dg). Anno di consolidamento per Collis Veneto wine group, per la Masi agricola (quotata in Borsa, tra le aziende leader del mercato, ha completato l’integrazione della Canevel spumanti e continua a investire nel progetto Masi wine experience, che la porta a contatto con i consumatori)  e per Mondodelvino group (18mo) che dopo i grossi investimenti in vigneti nell’Alto Monferrato ha creato a Priocca, base piemontese del gruppo nel cuore del Roero, la Wine esperience by Mondodelvino, uno spazio interattivo multimediale, unico nel suo genere in Italia, studiato per stimolare e condurre per mano i consumatori alla scoperta dell’universo vino.

Forti investimenti anche per il gruppo Ruffino: 42 milioni sul fronte produttivo e commerciale. Il gruppo toscano non è il solo tra i big ad aver messo mano al portafoglio. Come lui anche Riunite, Caviro, Antinori, Cantina di Soave Frescobaldi, Santa Margherita. E scorrendo la graduatoria si nota un bel fermento anche tra cantine medie e piccole come Banfi (8 milioni), Masi agricola (5,5), Tenute Piccini (7,5), Terra Moretti (6), Bottega (2,9), Duca di Salaparuta (4,8), Feudi di San Gregorio (3,5), Cantina di Caldaro ( 10,4), Donnafugata (5,1),Cantina di Bolzano (20,2), Tasca d’Almerita (2,9), Terre di Barolo (2,1), Vivallis (12,7) Planeta (2,4), Umani Ronchi (3 milioni). Complessivamente gli investimenti delle 105 aziende in classifica hanno raggiunto i 450 milioni con una crescita di circa il 6% sul 2017.

Le cooperative vitivinicole

Totale cooperazione in Italia

Occhio infine al dinamismo della cooperazione: se la romagnola Terre Cevico se ne va in Veneto a comprare la cantina Montresor, le venete Vitevis (37,7 milioni di fatturato, posto 54mo) e Castelnuovo del Garda (12,4 milioni, a quota 102) hanno deciso di andare avanti sottobraccio, dando vita a una nuova realtà da 1350 soci e 2800 ettari nell’area vicentina e veronese che il prossimo anno sarà presente in classifica con un giro d’affari vicino ai 50 milioni. Finito? Macche: sempre quest’anno la trentina Mezzacorona ha raggiunto un accordo con la Produttori Valdobbiadene-Val d’Oca  sul mercato americano, in base al quale attraverso il suo braccio Prestige wine imports, venderà in esclusiva negli Usa il Prosecco Val d’Oca.

Tutti esempi, di un mercato del vino vitale, capace di realizzare anche nell’ultimo esercizio un nuovo record di vendite all’estero pari a 6,1 miliardi (+3,3% sul 2017).


Redditività e vigne di proprietà

I migliori rendimenti Serie storica EBITDA su Fatturato (escluso cooperative)

I migliori rendimenti
Serie storica EBITDA su Fatturato
(escluso cooperative)

Il vino è buono e l’impegno è tanto: ma quali sono i risultati economici dell’azienda? Un parametro molto interessante che riguarda le imprese private, è quello che fotografa la redditività espressa dal rapporto tra ebitda e fatturato. Ebbene nel 2018 sono 17 le aziende che hanno registrato un’ebitda superiore al 20%. Dal 20% di Umberto Cesari, Marchesi Mazzei, Farnese Group e Carpineto allo strepitoso 56,84% della Tenuta San Guido, da anni irraggiungibile al vertice di questa speciale graduatoria. Chi sono i campioni della redditività? Nella tabella in queste pagine ecco le cantine con un risultato superiore al 22,5% partendo appunto dalla Tenuta San Guido del marchese Nicolò Incisa della Rocchetta e sua figlia Priscilla, vale a dire la maison di Bolgheri che produce il Sassicaia, tra i vini più celebrati al mondo, quest’anno anche number one in molte delle classifiche che contano sui migliori vini del mondo. Il secondo posto è ancora una volta della Marchesi Antinori con un rapporto del 43,35% a fronte di un fatturato di 213,6 milioni, circa sei volte superiore a quello totalizzato a Bolgheri dai cugini Incisa della Rocchetta. Il che rende ancora più significativo il risultato della griffe toscana guidata da Renzo Cotarella e presieduta da Albiera Antinori. Al terzo posto, con un indice superiore al 37% Diego e Alberto Cusumano con la cantina siciliana che porta il loro nome. . Al quarto posto ecco la Marchesi Frescobaldi con il 33,47%, un risultato in crescita rispetto al 2017, anche grazie a una forte progressione sia sui mercati esteri che in Italia da parte di tutti i brand del gruppo guidato da Giovanni Geddes da Filicaja, a cominciare dai gioielli della maison Ornellaia e Masseto. Si conferma tra le aziende a più alta redditività (29,82%) il gruppo veneto Santa Margherita dei fratelli Marzotto, senza dubbio tra i più importanti investitori del mercato. Guidato dall’ad Ettore Nicoletto il gruppo Santa Margherita continua infatti a investire in cantina e vigneti: più di 38 milioni nel solo 2018, più di 200 nell’ultimo decennio, senza contraccolpi in fatto di redditività. Guadagna ben 6 posizioni e conquista di diritto il sesto posto Donnafugata: la griffe siciliana guidata da Antonio e Josè Rallo ha migliorato di oltre 5 punti il suo indice reddituale pari al 27,45%, tra i migliori risultati dell’anno. Sempre presente la toscana Castellani, al settimo posto, seguita da Famiglia Cotarella con il 23,20% e dalla Guido Berlucchi dei fratelli Ziliani che registrano il 22, 87%. Appena sotto la siciliana Planeta (22,76%) e la sarda Argiolas (22,22%) entrambe in progresso di oltre 2 punti.Per un errore di calcolo un’altra azienda siciliana, Cantine Pellegrino, figurava molto più in alto in classifica: il suo risultato effettivo è di 21,96% pari alla dodicesima posizione, subito prima del gruppo Lunelli. Nella tabella qui accanto riporto la serie storica delle 37 cantine che hanno registrato un’ebitda superiore al 10% nell’ultimo esercizio.

Ettari di proprietà escluso cooperative

Ettari di proprietà (escluso cooperative)

L’indice di redditività non riguarda ovviamente il mondo cooperativo, i cui fini statutari sono l’aiuto ai soci e la migliore remunerazione delle uve che questi conferiscono alla cooperativa. Per questa ragione i loro parametri economici non sono significativi. E’ sempre riservata alle aziende private la speciale graduatoria che raccoglie le proprietà viticole più importanti. Uber alles Marchesi Antinori con 2.834 ettari in produzione: la griffe toscana punta alla totale autosufficienza produttiva e considera terra e vigna asset decisivi per lo sviluppo aziendale. Alle spalle della numero uno, solo tre aziende possono vantare una proprietà superiore ai mille ettari. Sono la Zonin 1821 (con 1990 ettari), la Marchesi Frescobaldi (1370 ettari) e la Banfi, la maggiore azienda di Montalcino guidata da Enrico Viglierco che conduce 1050 ettari, 50 in più dello scorso anno. Al quinto posto con 900 ettari le Tenute Genagricola, polo vitivinicolo delle Assicurazioni Generali seguita da Terra Moretti con 870 ettari e Cusumano  con 525 ettari. Pochi i movimenti all’interno della speciale top ten delle maggiori proprietà. L’unica novità è la crescita importante messa a segno dal gruppo Santa Margherita che oggi conta 516 ettari di vigneti contro i 447 dello scorso anno a riprova dell’impegno sempre maggiore del gruppo sul fronte produttivo. Chiude questa rosa Bertani Domains della famiglia Angelini (farmaceutici), con 447 ettari e Feudi di San Gregorio della famiglia Capaldo con 427 ettari. Subito sotto c’è Tasca d’Almerita con 413 ettari, quindi Planeta con 380 ettari e Cecchi con 370, in forte crescita sui 298 ettari del 2017, a seguito di acquisti nel Chianti classico e a Montalcino. Over 300 anche Masi Agricola con 329 ettari.  Altre 11 cantine vantano un’estensione di vigneti superiore ai 200 ettari: Fratelli Martini, Tenute Piccini, Castellani, Argiolas, Mastroberardino, Barone Ricasoli, Agricola San Felice, Donnafugata, Umani Ronchi, Gruppo Lunelli, Allegrini

bottiglie, export, fatturato

Numero bottiglie (escluso cooperative)

Numero bottiglie (escluso cooperative)

Con una produzione di 97,5 milioni di bottiglie, l’Enoitalia della famiglia Pizzolo, è al vertice della graduatoria stilata in base al numero di bottiglie prodotte (riguarda solo aziende private). A contenderle il primato è la Casa vinicola Botter Carlo che continua a potenziare la sua produzione: +2,2 milioni di bottiglie nel 2018 per un ammontare complessivo di 88,5 milioni. Il terzo posto spetta di diritto alla new entry veneta Contri Spumanti con più di 71 milioni di bottiglie, mentre il Mondodelvino group si consolida al quarto posto con 62,2 milioni.

Guadagna posti in classifica la Italian wine brands passando da 48 a 60 milioni di bottiglie, stabile Zonin 1821 con 51 milioni, mentre cala da 55,6 a 49,9 milioni il numero di bottiglie della Schenk Italian Wineries, naturale conseguenza della nuova strategia commerciale dell’azienda che ha ristrutturato il portafoglio prodotti puntando su vini di più alto livello. Cresce la Cielo e Terra guidata dalla famiglia Cielo registrando una produzione di 31,7 milioni di bottiglie. A seguire Caldirola ridimensiona la sua produzione passando da 34,4 milioni di pezzi a 28,9 milioni. Si torna a crescere con Ruffino arrivata a 27,7 milioni di bottiglie. Non è più presente in questo ranking la Fratelli Martini (era al terzo posto nella classifica  2017 con 84 milioni di bottiglie): operando prevalentemente sui mercati anglosassoni l’azienda ha deciso di rappresentare in litri (72 milioni) la sua produzione senza convertire in bottiglie il vino lavorato. Dopo i primi dieci, due aziende producono più di 25 milioni di bottiglie: Villa Sandi e Toso.

Quota fatturato estero

Quota fatturato estero

Alcuni grandi imbottigliatori vantano anche una posizione molto forte all’estero, come dimostra il peso delle loro esportazioni sul fatturato totale. Con un’incidenza di export del 95,3%, è per esempio il caso della Botter che si piazza così al terzo posto di quest’altra classifica dominata da Adria vita, braccio commerciale della coop piemontese Araldica Castelvero, con il suo 98,51%. Damigella d’onore le Cantine Sgarzi con più del 98%. Espongono un’incidenza export superiore al 90% altre 4 aziende: Farnese group (94,80%), Ruffino (92,96%), Castellani (90%), Fratelli Martini  (90%). Completano la top ten Pasqua Vigneti e cantine, le Cantine Volpi, Carpineto.

Incremento fatturato estero

Incremento fatturato estero

Passando alle graduatorie che registrano i maggiori incrementi del giro d’affari, le aziende private devono lasciare il passo alle cooperative, sia per il fatturato totale, sia per quanto riguarda lo sviluppo sui mercati esteri. Nella top ten del fatturato totale i primi 7 posti sono occupati dalla cooperazione: prima assoluta la friulana Cantina di Rauscedo in provincia di Pordenone che opera essenzialmente nello sfuso e in Italia ed è titolare di un incremento che sfiora il 50% (non è invece significativo il suo forte incremento all’export, dal momento che rappresenta poco più del 2% del suo fatturato totale). Sul podio per incremento delle vendite anche la siciliana Colomba bianca e la pugliese Cantina Vecchia Torre. Seguono il gruppo Vivo, la Cantina di Carpi e Sorbara, la Cantine Due Palme e la Cantina di Soave. La bandiera del privato è affidata alla toscana Barone Ricasoli, alla piemontese Toso e alla veneta Cielo e Terra (che ha comunque un forte legame con il mondo cooperativo)

Sul podio della crescita all’estero due coop al primo e al terzo posto e un privato nel mezzo. A rompere le uova nel paniere tra il gruppo Vivo (+35,4%) e la Cantina Vecchia Torre (+33%) è Toso che si impone con un incremento del 35%. Al di sotto la Cantina Castelnuovo del Garda (30%), Terre Cevico e Barone Ricasoli entrambi sopra il 25%. Come lo scorso anno entrano nella graduatoria degli esportatori più sprint l’altoatesina Cantina Colterenzio e Cielo e Terra. E’ invece una new entry quella della siciliana Cantina Settesoli e della marchigiana Terre Cortesi Moncaro.


Focus sui BIG con più di 100 milioni

Gianluca Bisol con Matteo Bruno Lunelli

Gianluca Bisol (sx) con Matteo Lunelli,
presidente del gruppo trentino proprietario delle cantine Ferrari

E’ il club degli over 100 milioni. Ovvero delle aziende vitivinicole che hanno raggiunto i 100 milioni di fatturato. Per molto tempo i posti attorno a questa tavolata di big sono rimasti più o meno invariati. Poi, da un lato il processo di consolidamento e crescita, dall’altra le performance sopra la media di alcune aziende, specialmente quelle attive sul fronte bollicine, hanno di anno in anno allargato il club che oggi conta 21 soci, due in più rispetto all’esercizio 2017.

Come sempre alcuni dati degli over 100 sono pubblicati su L’Economia del Corriere della Sera e naturalmente sul sito in occasione del Vinitaly . Ma, anche per chi non l’avesse visto, mi sembra giusto riproporre anche qui il focus sulle più grandi che rappresentano da sole 3,7 miliardi di fatturato,  2,4 miliardi di esportazioni e 13 miliardi di bottiglie.

A partire dalle new entry 2018.  Si tratta di due realtà molto diverse tra loro. La prima è la Vi.Vo cantine di Salgareda (Treviso),cooperativa di primo livello, con 2mila soci, che opera nel Veneto orientale ed è tra i maggiori produttori di Prosecco e Pinot grigio. Presieduta da Corrado Giacomini e diretta dall’enologo Franco Passador, l’azienda presenta un  consolidato di 101,9 milioni che comprende la controllata Casa vinicola Bosco Malera  (braccio operativo per l’imbottigliamento dei suoi vini) e la Vivo Agricola, registrando un incremento di 19,79%, il più elevato tra le 21 aziende al vertice.

Seconda new entry, con un fatturato di 101,1 milioni è il Gruppo Lunelli: realtà privata tra le più importanti del settore, mamma delle bollicine Ferrari, pluripremiata maison del Trentodoc, ma non solo. Il presidente e ad Matteo Lunelli, con i cugini Marcello, Camilla e Alessandro, sono la terza generazione alla guida di un gruppo diversificato che raccoglie il marchio Bisol, lanciatissima griffe al top del Prosecco superiore Conegliano Valdobbiadene il cui territorio è oggi Patrimonio dell’Umanità Unesco, le Tenute Lunelli (produzione di vini fermi a Margon in Trentino, Podernovo in Toscana e Castelbuono in Umbria), la grappa Segnana, l’acqua Surgiva, e la Locanda Margon, tutte aziende controllate dalla capogruppo Lunelli , che rientrano nel consolidato. Ancora fuori la recente acquisizione della trentina Riserva dell’Elmo Saracini, produttrice di grappe e liquori.

Le due new entry si piazzano in coda alla classifica dei superbig dominata come sempre dall’emiliana cooperativa Cantine Riunite presieduta da Corrado Casoli con un consolidato di 615 milioni alimentato per più della metà dal controllato Giv, di gran lunga il maggiore singolo operatore del mercato.

Al secondo posto, con un fatturato nella sola area vino di 235,8 milioni, c’è la romagnola Caviro, guidata da Felice SimonPietro, altro peso massimo della cooperazione, che da sola rappresenta il 10% della produzione nazionale di uva.

Complessivamente il mondo coop si aggiudica ben 9 posti alla tavolata degli over 100, uno in più dello scorso anno, a dimostrazione di un impegno crescente e determinato, capace di fare alleanze, più di quanto non stia avvenendo tra privati.  Fa testo l’iniziativa della romagnola Terre Cevico  (quattordicesima con 131,2 milioni)che si è spinta fino in Veneto per acquistare la cantina Montresor trovando anche due compagne di cordata: la coop Valpantena e la coop Vitevis : «dimostrazione pratica di come una coop sia in grado di valorizzare un marchio privato nel pieno rispetto del legame territoriale dell’azienda», sottolinea Marco Nannetti, presidente di Terre Cevico, protagonista anche dell’accordo con il consorzio concorrente Caviro per la creazione di uno spumante romagnolo da uve Trebbiano (progetto Bolé).

Dall’effervescente Emilia Romagna si va a nordest con altri due big della cooperazione, le trentine Cavit e Mezzacorona  che ogni anno giocano a scambiarsi di posto: questa volta Cavit sale al settimo posto con 190,5 milioni e Mezzacorona scende all’ottavo con 188,2 milioni. Un tris veneto completa la rappresentanza della cooperazione al vertice: la Cantina di Soave (sfoggia un incremento superiore al 19%), La Marca vini e Spumanti e Collis Veneto wine group.

Con 12 posti contro 9, i privati fin qui tengono banco. A condividere il podio con le coop c’è la piemontese Fratelli Martini: negli ultimi tre anni l’azienda piemontese che realizza all’estero il 90% del suo fatturato, ha marciato a ritmo sostenuto fino a conquistare il terzo posto, con una crescita vicina al 15%. Al quarto posto Marchesi Antinori, vanto del vigneto Italia nel mondo: il suo fatturato nella sola area vino è di 213,6 milioni, ma il consolidato sale a 235 milioni considerando anche la Biserno (azienda vitivinicola in società con Ludovico Antinori) e l’attività di ristorazione. L’acquisto della Tenuta Farneta di Sinalunga nell’Aretino, realizzata lo scorso anno, porta a 1800 ettari i vigneti di proprietà nella sola Toscana (su un totale di 2.834 ettari)  a conferma della politica del produttore di arrivare alla completa indipendenza per quanto riguarda il fabbisogno di uva al servizio dei suoi vini.

Con 202 milioni di fatturato è la volta della Zonin 1821. Nel gruppo veneto di Domenico, Francesco e Michele Zonin è entrata, con una quota del 36%, la 21 Investimenti di Alessandro Benetton, prezioso partner finanziario: è l’operazione più significativa del mercato 2018 e rappresenta un nuovo punto di partenza per l’importante gruppo veneto che può oggi lavorare sotto la gestione Zonin senza più la palla al piede della pesante situazione finanziaria in cui si era venuto a trovare. Ovviamente i dati 2018 risentono del nuovo assetto azionario e non sono raffrontabili con l’annata precedente.

Scavalca due posti e si piazza al sesto la Casa vinicola Botter Carlo: una azienda che marcia a pieno ritmo e opera essenzialmente all’estero.  Si consolidano al 9 posto l’ Enoitalia della famiglia Pizzolo  e al decimo il Gruppo Santa Margherita dei fratelli Gaetano, Luca, Stefano e Nicolò Marzotto che chiude l’anno con ulteriori investimenti e una crescita importante della proprietà viticola. A quota 11 l’Italian wine brands quotata all’Aim  ha risentito di un anno complicato dal forte aumento dei prezzi della materia prima di cui l’azienda è totalmente dipendente e da un radicale cambiamento del business delle vendite dirette con il progressivo abbandono della componente consumatori.  A quota 15 troviamo la Marchesi Frescobaldi, presieduta da Lamberto Frescobaldi e guidata da Giovanni Geddes da Filicaja: è un’altra importante griffe del made in Italy che guadagna posti in graduatoria e archivia un anno con una crescita a due cifre (13,81%) tra le più brillanti del club, grazie in particolare all’export.

In crescita anche Ruffino, braccio italiano della Constellation Brands guidata da Sandro Sartor che scavalca il Mondodelvino Group, una realtà giovane e innovativa guidata dal ceo Marco Martini che ha varie facce (commerciale  industriale e produttiva)  e un approccio al mercato molto interessante.

A quota 19 la Schenk , satellite italiano dell’omonimo gruppo svizzero: la flessione del fatturato  è conseguenza di un cambio di strategia commerciale che ha deciso di puntare su marchi propri a più alto valore aggiunto.

In tre anni 5 nuove aziende sono entrate nel club.

Continua con il focus sulle COOP …  

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