Cortina, famiglia Vascellari, freccia nel cielo

tofana_1Dopo 30 anni, dal 18 al 22 marzo torna la coppa del mondo a Cortina d’Ampezzo, luogo magico, pieno di luce, oggi al centro di mille iniziative imprenditoriali in vista dei Mondiali di sci alpino 2021 e dei giochi olimpici invernali 2026. Una delle più significative è già decollata sabato 11 gennaio ed è la nuova cabinovia Tofana-Freccia nel Cielo che ha sostituito il primo tratto della storica funivia che 50 anni fa ha reso accessibile la cima della Tofana di Mezzo, una delle più alte delle Dolomiti Patrimonio dell’Unesco.

La nuova cabinovia, la prima di Cortina, con 47 moderne cabine da 10 posti l’una che porteranno in vetta 1800 persone l’ora, è stata realizzata da Tofana Srl con Leitner e lo studio di progettazione Gg22 Project e sale da Cortina fino alla vetta della Tofana di Mezzo, passando dal Col Druscié e Ra Valles, con una stazione intermedia a Colfiere, punto di riferimento per gli spettatori della Coppa del mondo e poi dei Mondiali e delle Olimpiadi.

L’opera è magnifica e rappresenta il punto più alto in fatto di tecnologia, sostenibilità ambientale, sicurezza, design.

Ma non è tutto. La Tofana-Freccia nel cielo di Cortina, rappresenta anche una pietra miliare nella storia imprenditoriale della famiglia Vascellari. E assieme alla funivia della Marmolada è figlia dell’intuito e del coraggio di Valentino Vascellari, un vero pioniere d’impresa che ha dato il là a un impegno familiare giunto oggi alla sua quinta generazione.

E’ una storia avvincente quella dei Vascellari, che si snoda dai primissimi del Novecento ai giorni nostri, raccontata con maestria da Marco Di Marco e Andrea Bagnoli nel libro «Una famiglia tante imprese, una storia», con foto d’epoca, ricordi, documenti.

Tutto parte da una piccola segheria in quel di Calalzo di Cadore: era la bottega di Angelo Vascellari che conduceva con l’aiuto di due dei suoi 5 figli. Non amava quel lavoro il più piccolo della famiglia, Emilio-Valentino, classe 1891, che ha voluto studiare, per poi andare sotto le armi nella Guerra di Libia, abbracciando alla fine la vita militare. Il Valentino in divisa si mette in mostra per le sue capacità nel campo delle telecomunicazioni e chissà quale grado militare avrebbe raggiunto, se non fosse stato richiamato a casa dalla famiglia alle prese con il cattivo andamento della segheria. Competente e tenace, Valentino rimette in carreggiata la segheria e si fa apprezzare a tal punto nella sua comunità da diventare sindaco del paese.

Dopo la guerra, Valentino si sposa con Ada Lucchese, figlia di una ricca famiglia genovese, e comincia ad occuparsi di centrali elettriche, divenendo ben presto proprietario di una delle più importanti. Il lavoro va a gonfie vele di pari passo con lo sviluppo dell’industria manifatturiera, con la richiesta di energia che arriva dal treno elettrico Calalzo-Cortina-Dobbiaco, con il maggiore consumo domestico provocato dalla diffusione degli elettrodomestici (dietro la quale c’è anche il suo zampino). Le centrali si moltiplicano fino ad arrivare a 20, spingendosi fino in Cadore e nella provincia di Bolzano. Valentino porta energia in Val Gardena, in Val Badia, a Cortina, nell’Agordino, nel Feltrino. Approda in Borsa. Ha il bernoccolo degli affari, capacità, visione. E’ uomo noto, rispettato da tutti.

Diventa ricco, anzi ricchissimo nel 1963 quando la legge Fanfani nazionalizza la corrente elettrica con la nascita dell’Enel e le centrali private sono espropriate e pagate profumatamente. Valentino diversifica, investe in metallurgia e  nel legname per le sue segherie.

Nel frattempo è diventato padre di Giorgio e Bruno che, laureati entrambi, affiancheranno il genitore, con compiti diversi, nell’ambito della Sosvl, la Società sviluppo industriale.

Mario Vascellari 1063Ed è proprio Bruno, il papà di Mario e Valentino che oggi sono alla testa del gruppo (la sorella  Ada non svolge ruoli operativi) che agli inizi degli anni Sessanta, parla per la prima volta con il padre della funivia della Marmolada, un’opera unica per quei tempi.

Arriva l’ok di Valentino, l’opera parte, e la sua realizzazione passerà attraverso difficoltà incredibili non solo di natura tecnica, incrociando perfino catastrofiche alluvioni.  Primi viaggi nel 1968, la Regina delle Dolomiti è un’opera straordinaria, curata passo passo, fino agli ultimi ammodernamenti nel 2018.

La funivia della Marmolada amplifica la fama dei Vascellari che diventano anche i principali finanziatori della Freccia nel Cielo di Cortina che oggi vive la sua seconda giovinezza.

Il lavoro mastodontico, articolato in tre tratte, inizia nel 1967 e si conclude nel 1971. L’impegno economico è stato però enorme e i ritorni non sufficienti. Seguono tempi difficili. La famiglia affronta e patisce momenti delicati, il patrimonio dimagrisce in maniera notevole, mentre tutta la responsabilità si concentra ormai sulle spalle di Valentino e di Mario ritornato accanto al fratello per far fronte alla crisi, dopo un lungo periodo di esperienza all’estero.

La rimonta arriva con l’intuizione di ripartire dall’energia elettrica nell’azienda di Ospitale di Cadore bruciando biomasse e più in generale con l’impegno nelle energie rinnovabili. Mentre la vita delle funivie prende un nuovo corso con l’ingresso nel circuito Dolomiti Superski.

E siamo ormai all’oggi, con la discesa in campo della quinta generazione. Mentre Valentino Vascellari guida la Sicet (produzione di energie rinnovabili), suo figlio Andrea affianca lo zio Mario, presidente di Tofana 2021, nel ruolo di direttore della Freccia nel Cielo, dopo una laurea in ingegneria ed esperienze oltre confine. E a fianco di Andrea c’è il cugino Bruno, figlio della zia Ada, sorella del padre. Buon sangue non mente.

53 Freccia nel Cielo 2020 ©ManazProductions

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