Panzano: biodistretto del Chianti Classico

panzanoIMG_8841Tanto di cappello ai 22 produttori dell’Unione viticultori di Panzano in Chianti: sono stati i primi, più di 25 anni fa, ad avere avuto l’idea di unire le forze per fare vini di qualità, salvaguardando però al tempo stesso il proprio ambiente di vita e di lavoro.
E tanto impegno hanno messo che hanno fatto centro. Oggi questa associazione che ha preso le mosse in occasione della prima edizione di Vino al Vino (in onda ogni anno a settembre), è ormai una realtà consolidata, con più di 450 ettari di vigne allevate secondo le regole dell’agricoltura biologica: primo biodistretto vitivinicolo d’Italia e da quest’anno biodistretto del Chianti Classico.
L’edizione 2019 di Vino al Vino, la 25ma, ha regalato assaggi interessanti e in alcuni casi sorprendenti di vecchie annate (1999 e 2009) di 18 produttori, con Fontodi che è andato ancora più in là nel tempo, sfoderando un “giovane 1989”.
Ma soprattutto è stata l’occasione per cogliere quel fermo convincimento dell’Unione, oggi presieduta da Cosimo Gericke della Fattoria di Rignana, di proseguire con determinazione per quella strada condivisa nel segno della qualità e della sostenibilità. Il tutto l’orgoglio di essere stati gli apripista di quel processo di unione che ha coinvolto in seguito i produttori di Castelnuovo Berardenga, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti.
Non se la prendano i tanti bravi produttori di Chianti Classico: ma non c’è dubbio che al momento Panzano in Chianti è il fiore all’occhiello della sua denominazione.

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