Un tappo, due campioni

Helix_Product Detail 2_HRPrendi due campioni del mondo, aggiungi sughero e bottiglie speciali ed ecco Helix, il primo tappo di sughero che si avvita e si svita. «E’ la più grande innovazione nel packaging del vino del 21°secolo», assicura Carlos Santos ad di Amorim Cork Italia, filiale italiana di Amorim group, gigante portoghese, primo produttore mondiale di sughero.

Sotto braccio alla multinazionale americana Owens-Illinois, leader a sua volta nella produzione di contenitori in vetro, Amorim, porta sul mercato un sistema di  chiusura assolutamento nuovo pensato per vini di fascia medio alta che ha molti numeri per piacere al consumatore. Due in particolare. Il tappo Helix è figlio del vetro e del sughero, vale a dire di due materiali di packaging naturali e sostenibili, che sono tra l’altro legati all’immagine di vino di qualità. L’utilizzo del sughero, inoltre, assicura la conservazione delle caratteristiche organolettiche del vino, e non fa perdere nemmeno il fascino di quel suono inconfondibile che accompagna l’apertura di una bottiglia con tappo tradizionale.IMG_8843

Insomma il sughero che si avvita e si svita in una bottiglia di vetro provvista di una filettatura all’interno del foro, conserva le sue belle qualità ed è in grado di preservare le caratteristiche del vino, come hanno dimostrato i test condotti dai due autori Amorim e OI.

Va da sé che Helix appare il compagno ideale di vini di facile consumo, senza pretese di invecchiamento. E sono già molte le cantine che hanno deciso di sperimentare la nuova tappatura. Tra le cantine pioniere di Helix nel mondo ci sono  la francese Val d’Orbieu, la belga Grafè Lecocq, le portoghesi Ervideira e Monte do Alamo, la spagnola La Estacada. Mentre in Italia è la Commerciale di Castellani, la prima ad avere già commercializzato con successo tre etichette negli Usa: Zio Baffa, Toscano e Oca rossa. Al momento sono 30 le cantine italiane che hanno cominciato a usare Helix per una o più prodotti aziendali.

IMG_8842Qualche esempio? La Barone Ricasoli ha messo il tappo Helix al suo Chianti e Planeta al suo Passito di Noto. Mastroberardino ha imbottigliato l’Aglianico Igt e il Greco di Tufo, la Cantina di Negrar il Ripasso,  Citra il Pinot grigio, la Cantina due Palme il Negroamaro e lo Chardonnay. Ancora: è tappato con Helix l’Etna rosso di Nicosia, il Verdicchio classico di Moncaro, il Glicine e lo Zibibbo della Duca di Salaparuta, il Montepulciano d’Abruzzo di Galasso vini, il Morellino di Scansano dei Vignaioli del Morellino, il Montepulciano d’Abruzzo e il Vermentino di Pirovano. Elenco incompleto di un interesse destinato a crescere, vista anche la preferenza per i più facili sistemi di tappatura registrata su molti mercati esteri. E c’è anche chi si è attrezzato per fornire il servizio di imbottigliamento a terzi: è il caso del friulano Centro enologico mobile di Giuseppe Lipari, della Neri macchine enologiche (adeguamento orientatori) e della Terre Gaie che imbottiglia anche due etichette proprie, il Rosso e il Bianco Veneto.

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Carlos Santos ad Amorim Italia e Moreno Morello di Striscia la Notizia

 

Fiducia premiata: venerdì 21 novembre, a Milano, Amorim e OI, entrambi molto forti in Italia, hanno assegnato un riconoscimento alle prime 30 cantine pioniere di Helix, in occasione di una serata allegra, con il contributo di Moreno Morello (Striscia la notizia).

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