Vino L’esclusivo club dei 100 milioni: il grande salto in alto dei privati

Il.Corriere.Della.Sera.ECONOMIA.04.04.2016.PG (trascinato) 1

Cantine Riunite e Caviro rimangono leader nei ricavi. Salgono Zonin e Antinori

l primo posto Cantine Riunite Civ con 547 milioni di fatturato, al secondo Caviro con 226 milioni, al terzo Zonin 1821 con 186 milioni. Sorpresa al vertice del mercato del vino: un gruppo privato rompe il monopolio delle coop sul podio della graduatoria delle maggiori aziende vitivinicole italiane, dopo anni di dominio assoluto. E’ la prima novità della classifica 2015 (vedi qui a fianco, la graduatoria completa sarà pubblicata su Corriere Economia nelle prossime settimane).

Il.Corriere.Della.Sera.ECONOMIA.04.04.2016 TabellaAlla vigilia della 50ma edizione del Vinitaly (Verona, 10-13 aprile), la tabella anticipa qualche dato dei superbig del mercato, e cioè delle aziende che hanno chiuso l’ultimo esercizio con un giro d’affari superiore ai 100 milioni di euro. Come si può vedere, il gruppo veneto di proprietà della famiglia Zonin, ha registrato un incremento del fatturato del 16%, il più forte nel gruppo dei 14 maggiori operatori. Un vero exploit per la casa vicentina che conquista così il podio, affiancando l’emiliana Cantine riunite di Compagine (Reggio Emilia) e la Caviro di Faenza (Ravenna). Leader nella produzione di Lambrusco e vini frizzanti, le Riunite presiedute da Corrado Casoli sono l’irraggiungibile primo attore dell’industria nazionale del vino, grazie al contributo decisivo del controllato Gruppo italiano vini, maggiore singolo protagonista del mercato, con più di 358 milioni di consolidato. Al secondo posto si conferma l’inossidabile Caviro, con 226 milioni relativi alla sola divisione vino.

Quarto posto e 180,3 milioni di consolidato, per la Marchesi Antinori, una delle realtà produttive più significative del mercato italiano, celebre nel mondo. Da 26 generazioni la plurisecolare casata fiorentina alla guida dell’azienda colleziona vigne:

Piero Antinori con le figlie Albiera, Allegra e Alessia possiedono oggi 2.691 ettari di vigneti: è la più importante proprietà viticola privata. Ed eccoci al quinto posto con il gruppo Mezzacorona, con un fatturato di 174,7 milioni: la coop trentina presieduta da Luca Rigotti, dopo tre anni sul podio, fa un passo indietro, restando in ogni caso la terza maggiore realtà vinicola di quel fronte cooperativo che aumenta di anno in anno la sua presenza in classifica.

Nell’olimpo dei 14 super-big si contano ben 7 coop. Dopo le prime tre, al sesto posto c’è la Cavit presieduta da Bruno Lutterotti, con il suo consolidato di 166,8 milioni che ingloba la controllata tedesca Kessler. Al dodicesimo c’è Cevico, articolato gruppo romagnolo presieduto da Ruenza Santandrea, con 112,5 milioni di consolidato (il fatturato sale fino a 127,7 milioni con le vendite dirette delle cantine socie). Al tredicesimo è la volta della Cantina di Soave diretta da Bruno Trentini impegnata nel progetto di ampliamento della cantina (investimento iniziale di 55 milioni). E infine, a quota 14, c’è il Collis Veneto wine group, guidato da Giancarlo Lechtaler, che entra per la prima volta nel gruppo di testa con un consolidato di 104 milioni comprendente la controllata Riondo.

Si torna tra le aziende private con la piemontese Fratelli Martini di Gianni Martini (162,3 milioni). Brillante (+13,1%) il progresso tutto export della Casa vinicola Botter, guidata dall’omonima famiglia, salita all’ottavo posto. Taglio industriale anche per l’Italian wine brands quotato in Borsa (sul mercato Aim) che ha chiuso il suo primo esercizio con 144,8 milioni di ricavi.

Complessivamente le 14 aziende al vertice della classifica (che raccoglierà quest’anno più di 100 cantine) rappresentano un giro d’affari di 2.518,6 milioni, alimentato per il 53% dal lavoro estero. Tenendo conto dei dati complessivi del mercato 2015, calcolati dall’Osservatorio del vino, si tratta di un campione che pesa per più del 20% sul fatturato totale (12,4 miliardi) e per oltre il 30% sui 5,4 miliardi realizzati all’export.

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