Collis Veneto Wine Group- Cantina sociale di Monterforte d’Alpone. Operazione Soave

Lo scambio di anelli è di venerdì 21 novembre: la Cantina sociale di Monteforte d’Alpone (Verona) entra a far parte del Collis Veneto wine group, la più grande cooperativa veneta, tra i primi dieci operatori del mercato vitivinicolo italiano. Il via libera all’operazione, attraverso una fusione per incorporazione, segna un altro passo sulla strada del potenziamento del gruppo, che con questa mossa conquista anche un altro record: diventa leader assoluto nella produzione del Soave, noto vino bianco da uve Garganega, tipico della regione.

«Si unisce a noi una cantina con 450 soci e 1200 ettari che ha sempre rappresentato un punto di eccellenza nell’area della Doc Soave: circa il 65% della sua produzione è infatti concentrata nella zona del Soave classico, dove noi eravamo assenti, e in particolare nell’area collinare, molto interessante dal punto di vista morfologico grazie ai suoi terreni vulcanici», sottolinea Pierluigi Guarise, confermato ceo di Collis per il prossimo triennio, assieme al presidente Pietro Zambon, dall’assemblea straordinaria che ha varato l’operazione. «Monteforte d’Alpone si integra perfettamente nel progetto qualitativo che sta guidando le mosse del nostro gruppo: in pratica ci allarghiamo in un’area pregiata, curata da viticoltori attenti e dediti a un’agricoltura in molti casi eroica, che esprime prodotti di grande qualità che si pongono al vertice della nostra piramide valoriale», aggiunge Guarise. «Dunque un’operazione che non solo rafforza la struttura del gruppo, ma che è importante dal punto di vista strategico».

Presieduta fin qui da Francesco Bovoni e diretta da Paola Gregori, la coop di Monteforte d’Alpone porta al gruppo 17 milioni di fatturato, 5 milioni di bottiglie e 140 mila ettolitri di vino sfuso, entrando a far parte di una realtà strutturata, in grado di piazzare il prodotto sui mercati internazionali. Matrimonio di interesse anche per Collis. A bocce ferme, il gruppo guidato da Guarise, conta un giro d’affari aggregato di oltre 220 milioni, una base sociale di 2450 famiglie e un patrimonio vitato di 7200 ettari (tra i maggiori in Italia) spalmato nelle aree più vocate di Verona, Vicenza e Padova: un bacino operativo invidiabile, un punto di forza di Collis, in grado di fornire spazi importanti da dedicare a sperimentazioni e produzioni di eccellenza. Tenuto conto dei tempi tecnici, l’atto di fusione verrà redatto con effetto civilistico dal 1 febbraio 2026 e l’operazione inciderà quindi sul bilancio 2005-2006 (le coop chiudono i conti a metà anno). Nell’annata 2024-2025, chiusa lo scorso luglio, Collis ha realizzato minori ricavi a causa della mancanza di prodotto sfuso dovuto alla scarsa vendemmia (203 milioni, meno -8%). Ciò non ha impedito alla coop veneta di chiudere i conti con un forte aumento dell’utile: 4,1 milioni contro i 2,8 milioni del precedente esercizio, a riprova delle sinergie realizzate nell’ambito della nuova struttura messa a punto negli ultimi due anni. E’ stata una metamorfosi in tre tappe.

Regista Guarise, la rivoluzione è partita nel 2023 con la trasformazione del Consorzio nato nel 2008 proprio a Monteforte d’Alpone, in cooperativa di primo grado, in grado di controllare l’intera filiera del vino, dall’uva alla bottiglia. E’ seguita, a stretto giro, la creazione di Collis Heritage: società nata dalla fusione per incorporazione tra Cantine Riondo e la storica Sartori, la cui famiglia partecipa alla società con una quota del 26,7%. Ed ecco ora

l’operazione Monteforte D’Alpone che aggiunge potenza di fuoco al gruppo.

Diretta da Christian Scrinzi, Collis Veneto detiene anche il  51% di Cielo e Terra 1908,

opera attraverso 5 cantine e 3 centri di imbottigliamento, oltre a 36 wine shop a marchio Cantina Veneta in Italia.

Squadra coesa, solidi fondamentali, forti ambizioni: difficile si fermi qui.

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