GDO 2023

l primo semestre in caduta libera, il secondo in lievissimo recupero: nel 2023 sono stati venduti nella grande distribuzione organizzata (Gdo) 756,2 milioni di litri di vino (considerando anche spumanti e vini liquorosi) con una perdita di volumi del 3,0% e un aumento del fatturato del 2,8% per un ammontare superiore ai 3 miliardi. E’ il risultato dell’ incremento pesante dei prezzi allo scaffale, esploso nel 2022 e continuato nel 2023, con una crescita media dei listini del 6% che tiene conto del + 7,8% nel primo semestre e del + 4,4% nel secondo semestre.

Circana per Corsera bis

Il raffreddamento dei prezzi registrato nella seconda parte dell’anno, aiuta le previsioni per l’anno in corso:

«A meno di nuovi shock esterni, il 2024 potrebbe essere un anno di relativa calma per i listini del vino nella Gdo, e di conseguenza, anche  per l’andamento delle vendite»: afferma Virgilio Romano, responsabile categoria vini della società internazionale di analisi strategica Circana, offrendo così un pizzico di ottimismo al canale distributivo più importante per il mercato italiano del vino, dopo un biennio di costante declino. Anche lo scorso anno la preferenza dei consumatori è andata ai vini rosati e bianchi rispetto ai vini rossi e verso i vini fermi piuttosto che quelli frizzanti; e ancora una volta sono andati meglio i vini Doc, Docg e Igt ,nella bottiglia classica da 75 cl , che infatti registrano una perdita di volume del 2,8% un filo più lieve rispetto a quella del settore.

Non c’è dubbio che il caro prezzi abbia lasciato il segno, facendo perdere l’incredibile progresso registrato da supermercati e discount nel periodo della pandemia, quando la gente, orfana di bar e ristoranti, sceglieva negli scaffali le bottiglie preferite da bere a casa: anche etichette costose che in quel periodo hanno addirittura surclassato le offerte più convenienti. Oggi non è più così.

«Proprio i vini con posizionamento più alto hanno perso di più», conferma Romano. «Si tratta di un fenomeno noto con il termine trading down. In pratica se confrontiamo prezzo medio e crescita a volume, vediamo per esempio che le vendite di spumante metodo classico, da 13,80 euro la bottiglia, hanno perso in volume più del 5%; le vendite di Prosecco dal costo medio di 5,7 euro a bottiglia, sono scese dell’1,4%, mentre i vini fermi da 3,6 euro la bottiglia hanno messo a segno un aumento dei volumi del 7,1%».

Insomma, il consumatore che fa la spesa è sempre più attento, compra meno, mette a confronto i prezzi dei vari punti vendita, punta soprattutto sulle promozioni, scegliendo vini a buon mercato.

All’interno di questa cornice, i risultato  delle vendite 2024 dipenderà dalle scelte delle cantine e delle catene di distribuzione: decideranno di preservare i loro margini o di recuperare i volumi?

Nel primo caso, le promozioni che tanto piacciono ai consumatori saranno una rarità e l’anno in corso farà fatica a mantenere i livelli del 2023. «Se invece si punterà sui volumi, ci sarà sicuramente un grande ricorso all’azione promozionale», spiega Virgilio. «E ciò potrebbe permettere una chiusura in positivo del segmento vino».

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